Di Evelina Colavita

Il susseguirsi di brutte notizie dall’Afghanistan quest’anno è un pessimo auspicio per il mio viaggio. Come farò a monitorare tutti i progetti? Al mio arrivo a Kabul infatti vengo a sapere che la valle di Maidanshahr nella provincia di Wardak è inaccessibile per via di posti di blocco da parte di pashtun insorti. A Kabul è in corso una conferenza dei governatori di tutte le province afghane, alcuni governatori sono membri del partito di Gulbuddin Hekmatyar, un uomo accusato di terrorismo e ricercato dalle autorità afghane e straniere, temuto dagli afghani. Le cose non vanno per nulla bene.

Da marzo 2006 ad oggi più di 200 scuole sono state date alle fiamme. Un vero e proprio bollettino di guerra. Il governo è quasi monoetnico pashtun, Karzai sta riarmando i signori della guerra, nel nord si combattono il potente uzbeco Dostum e il suo luogotenente Malik. Il 9 settembre si commemora la morte di Ahmad Shah Massud, potente signore della guerra tadjiko rimasto vittima di un attentato pochi giorni prima dell’11 settembre 2001. A cinque anni dalla loro vittoria sui taleban i tadjiki hanno perso il loro potere politico e i palazzi di Kabul sono in mano ai soliti personaggi, le stesse persone che hanno dato inizio alla guerra tra i Mudjaheddin negli anni ’90 e che hanno distrutto gran parte di Kabul.

Per arrivare a Bamyan, la mia prima tappa, devo far un percorso di 9 ore su strada sterrata invece delle solite sei. Durante il tragitto nella valle di Qurban sono pesantemente velata. Arrivati ai piedi del passo Shibar iniziano gli insediamenti Hazara. Gli Hazara vivono in pace, vivono la loro dura vita di contadini di alta montagna nella speranza che questa volta loro non siano coinvolti nelle lotte di potere dei clan pashtun e dei fondamentalisti sunniti. Qui non vengono incendiate le scuole e i maestri non vengono malmenati e uccisi ma sono persone che godono di un grande rispetto nella loro comunità. I distretti di Shahristan e Jaghori sono quelli con un più alto tasso di scolarizzazione delle bambine in tutto il paese. Questa popolazione minoritaria, poverissima, sa bene sociale è la scolarizzazione. Con gioia vengo accolta ai corsi di alfabetizzazione e di diritti umani e delle donne, sparsi in case private e moschee su gran parte del territorio Hazara. Le scuole sono come sempre affollate e le cliniche assediate da pazienti arrivati da lontano a piedi o a dorso di asino.

La vita di queste persone è dura, una gelata improvvisa ha distrutto il raccolto di patate nel distretto di Nahoor nella provincia di Ghazni. Il raccolto del grano sta per terminare e i prati seminati a trifoglio vengono tagliati per aver foraggio in inverno per le mandrie di pecore, capre, mucche che quest’anno sono decisamente più numerose che in passato. Una volta finito il raccolto le case devono essere preparate per l’inverno. Le costruzioni in mattoni crudi intonacate con un misto di paglia, fango e sterco, devono essere rinforzate ogni due anni altrimenti non resistono ai duri inverni di montagna. Tutto il territorio Hazara si trova ad una quota superiore ai 2500 metri. La vita qui è già abbastanza dura, anche senza la guerra.

Mi aspetto che durante questo periodo di intenso lavoro agricolo le classi siano poco frequentate, perché ognuno deve dare il suo contributo per la sopravvivenza in inverno. Invece le bambine e i bambini sono a scuola durante la loro mezza giornata di turno e le donne adulte sono ai corsi e anzi, ovunque mi presento, donne e uomini, maestre, studentesse, contadini mi chiedono più corsi e più scuole e chiaramente più ambulatori. Si rivolgono a me con tanta speranza che non mi rimane che abbassare lo sguardo, che da queste parti comunque dovrebbe sempre essere basso, ma io so che abbasso lo sguardo perché so che non potrò soddisfare tutte le loro richieste e che dovrò deludere le loro speranze. Dovrò essere convincente qui in Europa, spiegando che l’afgano normale, uomini, donne e bambini sognano una vita normale, di studio, lavoro e pace e che questi sogni vengono messi a repentaglio degli interessi dei potenti signori della guerra che difendono i loro interessi di coltivazione e smercio dell’oppio che quest’anno ha superato ogni precedente record. Infatti l’oppio è la maggiore entrata in Afghanistan dove non viene prodotto quasi nient’altro, a parte una marca di acqua minerale a Kabul e biscotti a Herat. Ogni cosa che si acquista in quel paese è importato dal Pakistan, Iran o Cina.

La produzione di oppio in Hazarajat è minima, ho contato non più di 5 campi di oppio su un percorso di 2238 km attraverso 6 province. La povertà della popolazione testimonia questo fatto. Le alte valli non sono adatte alla coltivazione dell’oppio e nelle nostre strutture si trovano ovunque avvisi contro la coltivazione e il consumo di oppio. Non bisogna dimenticare che la popolazione afgana per prima paga le spese di questo incremento della coltivazione dell’oppio, tanti afgani ne fanno uso per uscire da questa vita di disperazione e povertà.

I progetti

Orfanotrofio di Jaghori (Provincia di Ghazni) 41’873 USD

L’orfanotrofio di Jaghori è terminato e ha aperto i suoi battenti per una trentina di bambine. Le più grandi frequentano la scuola di Shuhada, mentre le piccoline sono accudite da una maestra d’asilo coreana. Una vedova accudisce 6 bambine in modo da formare una nuova famiglia. 6 vedove lavorano all’orfanotrofio e tessono coperte e scialli che noi qui vendiamo ai nostri mercatini. Con il mio persiano stentato ho parlato con vedove e figliole e sono tutte contente. C’è pure un ragazzo di 20 anni che è nato senza braccia e scrive con il piede. Finalmente può frequentare la scuola e non deve più vivere come un’ombra in casa di lontani parenti.

Ambulatori a Lal e Ser-e-Jangle (Provincia di Ghor) 40’608 USD

Questi due ambulatori si trovano in due distretti sperduti e rimangono isolati per 4 mesi all’anno. Le due giovani coppie che gestiscono questi ambulatori (lui paramedico e lei ostetrica) vivono nell’ambulatorio stesso. In questo modo possono accogliere i pazienti 24 ore al giorno. Le persone camminano per ore per raggiungere la struttura e non è possibile mandare via i malati perché l’orario delle visite è finito. Con sorpresa vengo a sapere che uno degli articoli più richiesti dalle donne è la spirale intra-uterina. Incontro alcune delle donne che hanno fatto il corso di ostetrica di base l’anno scorso. Il corso era stato finanziato dalla chiesa valdese italiana. Queste donne ora hanno una professione e lavorano, una di loro assiste una vecchia levatrice nel suo villaggio e riesce ad integrare la conoscenza millenaria di quest’ultima con alcuni principi scientifici e di igiene appresi al corso.

Ambulatori di Chawad (distretto di Nahoor) e Sar-e-Ab (distretto Jighatao) provincia di Ghazni 53’095 USD

Sono riuscita a far visita all’ambulatorio di Chawad, gestito da un medico Hazara formato in Iran. Per arrivare a Chawad ho dovuto allungare la strada di parecchie ore. La strada principale non era percorribile a causa di tafferugli tra i sedentari Hazara e i nomadi Kuchi per diritti di pascolo e acqua. Ci sono stati veri e propri combattimenti con feriti e morti da entrambe le parti e pure polizia e esercito, mandati da Kabul per pacificare la situazione, hanno perso due uomini. Il fratello del tecnico di laboratorio dell’ambulatorio è rimasto ferito. Non ho potuto visitare l’ambulatorio di Sar-e-ab a causa di un posto di blocco pericolosissimo sulla strada.

Scuola Rabia Balchi a Quetta in Pakistan 14’818 USD

Alla fine del 2005 la scuola Rabia Balchi ha chiuso i battenti. La popolazione Hazara si è trasferita in Afghanistan. Le bambine della scuola Rabia Balchi ora frequentano l’una o l’altra scuola di Shuhada in Afghanistan. Auguro loro tanto successo e spero che i sostenitori della scuola a Quetta continueranno il loro sostegno, ora per le nostre scuole in Afghanistan.

Scuola per bambine a Sar-e-kul distretto di Yakawlang, provincia di Bamyan 6’081 USD

Da anni tentavo di trovare i fondi per la costruzione di un edificio per la scuola femminile a Sar e kul. Non ho avuto successo. Ora una piccola associazione inglese ha costruito questo edificio e finalmente le nostre bambine non devono più stringersi in turni assurdi nella scuola maschile. Continueremo a finanziare i costi di gestione della scuola come facciamo da anni. La direttrice ha avuto una bambina che ora ha poco più di un anno e porta la sua figliola a scuola camminando per 2 ore dal suo villaggio per giungere al suo posto di lavoro.

Scuole per bambine nel distretto di Balkhab, provincia di Sar-e-pul. 14’402 USD

Quest’anno ho affrontato il viaggio di 11 ore per arrivare a Balkhab. Questa valle è totalmente isolata, infatti non è mai stato possibile in precedenza arrivare fino qui, ma ora Shuhada ha costruito la strada e i ponti per giungerci. Le scuole a Balkhab sono in uno stato pietoso. Una delle scuole consiste in tende e un’altra è un edificio diroccato. Paghiamo i costi di gestione, ma spero tanto di riuscire a trovare i soldi necessari per la costruzione di almeno un edificio.

Scuole femminili e maschili nel distretto di Shahristan, provincia Daikundi 57’606 USD

Questo è uno dei nostri progetti più grandi. 8 scuole in una zona sperduta dietro due passi in un ambiente arido e bruciato dal sole. Il fiume Helmand con le sue limpide acque scorre in fondo ad un canyon e non dà alcun sollievo a questa terra riarsa. Vengo accolta da professori, maestre, bambine e bambini. Ci sono poesie, canzoni e tanti mazzi di fiori di plastica.

Il responsabile delle scuole Shuhada di questo distretto fa un discorso commovente e io ricambio nel mio persiano stentato, ma nessuno fa caso ai miei errori di grammatica e sono tutti contenti di ricevere matite colorate per fare disegni da mandare in Svizzera e in Italia. La sera sono a casa del responsabile si chiama Azad, persona di rispetto, la cui figlia siede nel parlamento a Kabul.

Scuole elementari, medie e licei nel distretto di Jaghori, provincia di Ghazni nei villaggi di Sang e Masha e Tabqoos 58’212 USD

Tre delle ragazze cha hanno finito il liceo a Sang e Masha ora studiano a Bolzano. L’università di Bolzano ha offerto loro delle borse di studio. La scuola elementare e media di Tabqoos è sempre più affollata e il nuovo edificio offerto dalla provincia di Bolzano e da Margret Bergmann, socia di Omid Onlus potrebbe essere costruito. Il distretto di Jaghori è vittima della siccità e per questo motivo si stanno facendo gli scavi per le fondamenta ma la costruzione vera è propria inizierà in primavera, ora non c’è acqua per costruire un edificio.

Scuole elementari medie e liceo di Panjab, provincia di Bamyan. 24’977 USD

Sono andata a visitare solo la scuola principale di Panjab. Si trova in un edificio nuovo e le ragazze studiano in due turni. C’è chi la mattina insegna alla prima elementare e il pomeriggio è studentessa all’ultima classe del liceo.

Corsi di alfabetizzazione e di diritti umani e delle donne nei distretti di Bamyan, Yakawlang, Behsood, Jaghori 60’900 Euro

Ho visitato una dozzina di questi corsi ai quali partecipano complessivamente 2150 donne. I corsi sono finanziati per il 50% dalla fondazione Cariplo, per il 25% da un privato svizzero e per il restante 25% da Omid/Solidarietà Ticino Afghanistan. I corsi si tengono in case private e moschee in zone remote, spesso raggiungibili solamente a piedi. Le donne sono entusiaste e si fanno fotografare volentieri. Ho parlato con alcune delle partecipanti chiedendo se quanto imparano è utile per la loro vita.

Bumana, una donna di 32 anni, madre di due figlie, risponde con grande spontaneità che lei farà sposare le proprie figlie non prima dell’età di 20 anni e che è questo che ha imparato. Bumana dice che uomini e donne hanno gli stessi diritti e che quindi pure lei ha voce in capitolo se fare altri figli oppure no. Sono curiosa di vedere Bumana l’anno prossimo e di sapere come ha potuto attuare queste sue conoscenze. In un altro villaggio trovo madre e figlia ad un corso. La figlia è l’insegnante e la madre segue il corso come partecipante. Tutti mi chiedono più corsi per villaggi ancora più remoti. Le donne non sanno decidere se per loro la parte più importante del corso è imparare a leggere e scrivere oppure imparare quali sono i loro diritti.

Un grazie di cuore a tutti i donatori per tutti i progetti

Finanziamento dei nostri progetti

Omid Onlus e Solidarietà Ticino Afghanistan finanziano tutti questi progetti grazie a donazioni di privati e adozioni a distanza. Entrambe le associazioni si basano sul volontariato e nessuna spesa amministrativa viene dedotta dalle donazioni.

Gli ambulatori sono finanziati grazie alle partecipazioni annue di donatori che ammontano a 200 Euro o 320 Frs.

Le adozioni a distanza sono simboliche. L’importo di 150 Euro o 240 Frs. va direttamente a sostegno del progetto e non viene consegnato né alla/al bambina/bambino né alla sua famiglia. A titolo simbolico, la madrina o il padrino ricevono una foto e un disegno. Le scuole si trovano in zone remote e poverissime, pertanto non è possibile uno scambio epistolare con le bambine.

Fonte e Copyright

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