Reported By Muhammad Younas
Tradotto da: Francesca Balbo

LONDRA: “Il governo del Pakistan deve assolutamente garantire la sicurezza degli Hazara di Quetta e coloro che sono coinvolti nel loro assassinio devono essere consegnati alla giustizia” dice qui l’ex Ministro degli Interni e membro del Parlamento Alan Johnson rivolgendosi agli Hazara in protesta di fronte all’Ambasciata del Pakistan a Londra.

“Sono qui per esprimere la mia solidarietà agli Hazara che si trovano a fronteggiare la pulizia etnica in Balochistan” dice sollecitando poi il governo del Pakistan a prendere seriamente in considerazione la questione ed esortando l’attuazione di provvedimenti penali nei confronti dei responsabili.

Nell’esprimere la sua preoccupazione per la condizione degli Hazara, Alan Johnson ha ribadito che più di 700 Hazara sono stati brutalmente assassinati ma che il governo non sembra essersi ancora convinto a prendere provvedimenti per la loro tutela assicurando i criminali alla giustizia.

“Sin dal dibattito parlamentare dell’1 marzo 2012, decine di Hazara sono stati massacrati e perseguitati ed è per questo che il nostro Parlamento guarda la questione con crescente preoccupazione. Sono fortemente convinto, inoltre, che la vostra manifestazione di oggi richiamerà l’attenzione di altri parlamentari su quello che sta accadendo cosicchè, attraverso l’ONU, il Ministero degli Esteri e l’Unione Europea, le iniziative saranno maggiormente concentrate nello sforzo di assicurare il termine di quello che è uno spietato assassinio e garantire agli Hazara un destino di pace in un paese a cui hanno dato fin troppo per vedersi poi così ricompensati” spiega.

Una dura condanna della recente ondata di violenze contro gli Hazara a Quetta, in Pakistan, e una poco fraintendibile critica al governo del Pakistan e alla sua irrisolutezza nel prendere delle effettive contromisure nei confronti dei persecutori che, impuniti, si macchiano quotidianamente del sangue degli Hazara.

“E’ responsabilità del governo proteggere le minoranze etniche ed è necessario prendere tutte le misure atte ad assicurare concretamente i più che legittimi diritti agli Hazara del Pakistan” afferma sottolineando poi come il governo inglese sia strettamente connesso con quello pakistano in materia di tutela delle minoranze.

Rivolgendosi ai manifestanti, Ali Hikimi ha promesso di continuare imperterrito la protesta nel caso le uccisioni degli Hazara non si dovessero fermare e ha assicurato che questi non saranno assolutamente lasciati da soli in questa tragica e drammatica situazione.

L’invito che ha rivolto agli Hazara è quello di rimanere uniti in una lotta solidale e non violenta contro il terrorismo e, allo stesso tempo, una forte critica al governo per il totale fallimento del tentativo di protezione agli Hazara in Pakistan.

Jafar Attai, un intellettuale hazara, nel rivolgersi ai manifestanti, ha asserito che è motivo di gran cordoglio l’incapacità del governo del Pakistan nel mettere fine al massacro degli Hazara a Quetta, soprattutto considerando che questo prosegue da più di un decennio.

Al termine della manifestazione, è stato presentato un memorandum anche a Wajid Shamsul Hasan, l’Alto Commissario del Pakistan nel Regno Unito.

In seguito, Sama Naaz, Luci Woodland-presidente de “Amici degli Hazara”- e Habib Ahmedi hanno espresso i loro sentimenti di solidarierà ai manifestanti.

I protestanti inneggiavano slogan come “Abbasso il terrorismo”, “Basta alla persecuzione degli Hazara”, “No alla violenza settaria” e “Il governo del Balochistan deve essere sciolto”.

Una manifestazione che ha visto come protagonisti centinaia di Hazara da tutto il Regno Unito.

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