Chi sono gli Hazara?9267Ricerca e traduzione: Nicole Valentini
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Seconda parte

Professor William Maley: Inizialmente sembrò andar bene, in particolar modo sotto la leadership di Abdul Ali Mazari, il quale prese parte ad un partito chiamato “victory organization”. Mazari fu il leader di un’importante milizia (Hezb-e Wahdat) che occupò parte di Kabul tra il 1992 e il 1995 ma venne ucciso dai Talebani all’inizio del 1995. Per gli Hazara questo fu un duro colpo perché nonostante Mazari e le sue milizie controllassero parte di Kabul, c’erano altre parti della città abitate dagli Hazara che erano invece molto vulnerabili e all’inizio del 1993 ci fu un terribile massacro chiamato il “massacro di Afshar”, durante il quale centinaia di Hazara furono uccisi dai membri di una milizia guidata da Abdul Rasul Sayyaf, personaggio ancora oggi politicamente molto influente in Afghanistan (nota: Sayyaf è oggi un importante membro del Parlamento afghano. Oltre che da Sayyaf il massacro venne portato avanti da Ahmad Shah Massoud). Quello fu ovviamente un evento traumatico per gli Hazara.17813

Ahmed Rashid: non abbiamo fatto caso all’ascesa dei Talebani, i quali odiavano gli Hazara, li massacrarano in gran numero, conquistarono i loro territori, soggiogarono le donne ma abbiamo fatto caso all’immenso odio tra Hazara e Pashtun. Gli Hazara hanno il reale timore che se i Talebani dovessero tornare al potere, contro di loro si leverà un nuovo programma (di pulizia) etnica e religiosa.

Testimonianza Audio: Arrivarono alle quattro di mattina, tremila Talebani con i loro SUV. Iniziarono a dar fuoco alle case e ad uccidere i civili. Non accontentandosi di uccidere tutti gli Hazara che trovavano, costruirono un blocco intorno alle aree Hazara in modo che gli approvigionamenti di cibo non potessero più arrivare. Più di un milione di persone finì così per soffrire la fame.

Professor William Maley:  Non fu un buon periodo per gli Hazara in molte parti del paese. Il peggior singolo massacro nella storia del moderno Afghanistan avvenne a Mazar-i Sharif nell’agosto del 1998, quando duemila Hazara vennero massacrati dai Talebani in soli tre giorni. L’uomo che condusse quel massacro fu Abdul Manan Niazi, un fanatico sciovinista sunnita, proveniente dall’area di Shindand, nell’ovest dell’Afghanistan. Niazi fu e rimane ancora oggi un membro di spicco della shura Quetta dei Talebani; e questo è uno dei motivi per i quali un potenziale ritorno al potere dei Talebani provoca oggi molta apprensione tra gli Hazara.

Giornalista ABC: Il risentimento e l’odio dei Talebani nei confronti degli Hazara è dovuto semplicemente al loro essere di fede sciita?

Professor William Maley:  Si tratta di molto più di un semplice problema di identità etnica, dal punto di vista degli Hazara il problema è che il loro background etnico li rende fisicamente distinguibili e come risultato di ciò, per un fanatico Talebano che odia gli sciiti sarebbe relativamente semplice capire tra una moltitudine di gente quali persone sono sciite e quali non lo sono. Ciò rende gli Hazara molto vulnerabili.

Giornalista ABC: La repressione ufficiale da parte dei Talebani terminò con l’arrivo delle forze di coalizione guidate dagli Stati Uniti nel 2001. L’invasione guidata dagli Stati Uniti e l’amnistia dei Talebani portò ad un cambiamento significativo nella vita degli Hazara in Afghanistan?

Professor William Maley:  Occorre qui fare un distinguo tra gli Hazara ordinari e quelli al potere, nel 2001 non c’è stata una discriminazione ufficiale contro gli Hazara da parte del governo dell’Afghanistan, ma ovviamente ciò non è quello che gli Hazara ordinari hanno da temere. Alcuni politici Hazara come Karim Khalili che è attualmente vice presidente e Mohammad Mohaqiq che è un membro del Parlamento, si sono organizzati per posizionarsi come figure di spicco, parlando a nome degli interessi degli Hazara. Tuttavia l’influenza che queste persone esercitano all’interno dello stato a Kabul è praticamente insignificante per gli Hazara ordinari che vivono in quelle aree nelle quali il potere dello stato è molto limitato così come la capacità dello stato di offrire una protezione realistica per gli Hazara contro gruppi predatori, come ad esempio i Talebani. Per questo motivo, da un lato non si ha una discriminazione ufficiale ma dall’altro si ha un acuto senso di vulnerabilità che la maggior parte degli Hazara avverte distintamente nella vita di tutti i giorni.

Giornalista ABC: Gli Hazara differiscono da altri gruppi in Afghanistan anche per la loro attitudine progressista nei confronti dell’educazione e dei diritti delle donne.

894710Dottor Saleem Javed:  Gli Hazara amano l’educazione, sono persone progressiste. Per esempio recandosi nelle periferie di Bamiyan si possono osservare uomini e donne lavorare fianco a fianco nei campi. Anche oggi per esempio, l’unico governatore donna in tutto l’Afghanistan, la Dottoressa Habiba Sarabi, è Hazara. La presidente della commissione indipendente per i diritti umani in Afghanistan, la Dottoressa Sima Samar, è anch’essa Hazara. Ci sono poi molte donne Hazara che si occupano di export, di canto, di musica, alcune sono presenti anche nelle forze armate. Sia in Afghanistan che in Pakistan alle donne Hazara sono sempre state date le stesse possibilità delle loro controparti maschili. Tuttavia anche a causa della società in cui vivono, le donne non hanno potuto migliorare la loro condizione al pari degli uomini. Uno dei problemi principali che avevano i Talebani con gli Hazara era proprio questo, dicevano: perché permettete alle vostre figlie di andare a scuola? Perché permettete alle donne di uscire di casa?

La storia del popolo Hazara – Seconda parteProfessor William Maley:  Tipicamente gli Hazara hanno visto nell’educazione una via d’uscita dalla marginalizzazione sociale nella quale altri gruppi hanno tentanto di confinarli. Per questo motivo, quando se ne presentava l’opportunità, studiavano molto duramente. Storicamente ci sono perciò stati alcuni Hazara che sono riusciti a ricoprire ruoli di un certo rilievo a Kabul come risultato del loro duro lavoro. Ad esempio l’ex rettore dell’università di Kabul era un Hazara. Per quanto riguarda le donne, gli Hazara sono incredibilmente di larghe vedute in termini di relazioni sociali rispetto ad altri gruppi etnici in Afghanistan, in particolar modo in confronto ai gruppi conservatori Pashtun. Vi sono state importanti donne Hazara che sono state voci articolate non solo per la causa Hazara ma anche per cause umanitarie più ampie e forse l’esempio più lampante è la Dottoressa Sima Samar.

Sima Samar (R) of Afghanistan receive the Right Livelihood Prize from founder Jacob von Uexkull during a ceremony at the Swedish Parliament in Stockholm December 7, 2012. REUTERS/Erik Martensson/Scanpix (SWEDEN - Tags: SOCIETY) SWEDEN OUT. NO COMMERCIAL OR EDITORIAL SALES IN SWEDEN. THIS IMAGE HAS BEEN SUPPLIED BY A THIRD PARTY. IT IS DISTRIBUTED, EXACTLY AS RECEIVED BY REUTERS, AS A SERVICE TO CLIENTS. NO COMMERCIAL SALES - RTR3BBPB

Giornalista ABC: Fin dai tempo della guerra Hazara alla fine del XIX secolo una grande comunità Hazara ha vissuto in Pakistan, principalmente a Quetta. Per la maggior parte di questo periodo gli Hazara erano ben integrati nella società pakistana e persino nell’esercito, da quanto però negli ultimi vent’anni lo stato pakistano ha iniziato a disintegrarsi tutto questo è cambiato.

Professor William Maley:  È cambiato in modo molto significativo e in un certo senso ciò è dovuto ad una recrudescenza della violenza settaria. Verso la fine del 1990 infatti, alcuni gruppi settari scossero la vita domestica e sociale del Pakistan. In particolare un gruppo molto sgradevole chiamato Lashkar-e Jhangvi, un gruppo sunnita radicale principalmente impegnato nell’eliminazione degli sciiti, è stato coinvolto negli attacchi a moschee sciite, non solo nell’area centrale di Quetta ma anche nel nord di Quetta dove abita un gruppo di fede sciita proveniente da una delle tribù Pashtun.  Il meccanismo di solito funziona in questo modo: un autobus viene fermato sul ciglio della strada, gli sciiti vengono separati dai passeggeri sunniti e successivamente uccisi. Da ciò possiamo avere una chiara indicazione del fatto che c’è un’identità settaria religiosa alla base degli omicidi. Lo stato del Pakistan si è però dimostrato inefficace nell’affrontare la situazione e come conseguenza di ciò, ora vi è un pervasivo senso di terrore a Quetta su ciò che il futuro potrà portare.

Fine seconda parte

Prima Parte

 

 

 

 

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