{"id":2594,"date":"2016-11-02T19:56:32","date_gmt":"2016-11-02T19:56:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/?p=2594"},"modified":"2016-11-03T11:27:49","modified_gmt":"2016-11-03T11:27:49","slug":"la-giungla-di-calais","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/la-giungla-di-calais\/","title":{"rendered":"LA GIUNGLA DI CALAIS"},"content":{"rendered":"<p><strong>La giungla di Calais, un racconto di\u00a0Razi Mohebi<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_2595\" aria-describedby=\"caption-attachment-2595\" style=\"width: 702px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Sepanta-in-Calais.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2595 size-large\" src=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Sepanta-in-Calais-1024x761.jpg\" alt=\"Disegno di Sepanta\" width=\"702\" height=\"522\" srcset=\"https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Sepanta-in-Calais-1024x761.jpg 1024w, https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Sepanta-in-Calais-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Sepanta-in-Calais-768x571.jpg 768w, https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Sepanta-in-Calais.jpg 2001w\" sizes=\"auto, (max-width: 702px) 100vw, 702px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2595\" class=\"wp-caption-text\">Disegno di Sepanta<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Nel mese di agosto mi sono recato con mia moglie Soheila Mohebi e mio figlio in Francia. L\u00ec avevamo intenzione di girare un documentario sulla \u201cgiungla di Calais\u201d ormai quasi del tutto smantellata. Quei giorni mi hanno segnato profondamente e \u00a0ho capito che il cinema non \u00e8 sufficiente a raccontare ci\u00f2 che ho visto. Ho deciso cos\u00ec di provare a spiegare Calais e la sua umanit\u00e0 negata attraverso questo racconto, conscio del fatto che nessuna lingua e nessun alfabeto potranno mai sopperire alla mancanza d\u2019umanit\u00e0 di quel luogo.\u00a0<\/em><em>Non \u00e8 possibile raccontare la giungla, ma la giungla racconta moltissimo di noi. <\/em><em>Mentre scrivevo questo racconto sono venuto a sapere che durante le riprese del documentario il fratello di uno dei protagonisti \u00e8 stato ucciso nella giungla assieme ad altre sette persone. \u00a0Il ragazzo era stato accoltellato da alcuni trafficanti, per il semplice fatto di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Episodi come questi a Calais erano all&#8217;ordine\u00a0del giorno. <\/em><em>Mi sono poi finto un rifugiato che voleva raggiungere la Gran Bretagna e ho parlato con un volontario-trafficante dell\u2019associazione di volontariato inglese Auberge, il quale mi ha fornito informazioni per raggiungere la Gran Bretagna, come i costi e i trafficanti ai quali mi sarei dovuto rivolgere. I dialoghi contenuti in questo racconto sono avvenuti realmente, non sono frutto della mia fantasia.<\/em><\/p>\n<p>Un uomo stava ritto in piedi davanti al cancello di Auberge, impietrito e attonito teneva il figlio per mano mentre le sue dita affusolate stringevano quella manina sempre pi\u00f9 forte. Le frontiere del significato collassavano una dopo l\u2019altra e il corpo della lingua andava in frantumi. Le parole avevano perso significato, principio e presente si mescolavano l\u2019uno nell&#8217;altro, in una confusione senza fine. Ogni cosa possedeva molteplici principi che si moltiplicavano tra loro, per nessun presente esisteva una fine. In quel momento nella sua mente l\u2019uomo vide l\u2019apocalisse e ogni cosa si fece lo specchio di un\u2019altra. Principio e presente allora combaciarono e nessun presente ebbe pi\u00f9 una fine.<\/p>\n<p>L\u2019uomo ricord\u00f2 la prima volta che davanti al cancello del macello di polli era rimasto impietrito, proprio come ora. Era una fabbrica gigantesca, all&#8217;interno della quale stava una lunga fila di uomini. Indossavano tutti un camice bianco sporco di macchie di sangue, alcune vivaci altre scolorite. Polli morti o moribondi pendevano da ganci di ferro che roteavano velocemente uno dopo all&#8217;altro. Ricord\u00f2 allora il suono metallico che quei ganci producevano sbattendo tra di loro, il rumore dell\u2019acqua pompata a terra e quello della voce degli uomini mescolata alle urla di dolore dei polli che stavano in quel momento spiumando. Davanti alla rapidit\u00e0 con la quale gli uomini svolgevano le loro azioni rimase allora attonito.<\/p>\n<p>L\u2019uomo ricord\u00f2 che dopo la morte della sua oca, una gallina aveva deposto le uova assieme a quelle lasciate dall\u2019oca defunta. Le uova si erano poi schiuse, portando alla luce sia pulcini di gallina che pulcini d\u2019oca e la mamma chioccia curava con lo stesso amore tutti i pulcini, incurante delle differenze. L\u2019uomo ricord\u00f2 il giorno in cui il gatto di Hab\u00e9 Mahan tent\u00f2 di mangiare un pulcino d\u2019oca e di come la gallina prendendo per bene la rincorsa lo avesse attaccato cos\u00ec coraggiosamente che il gatto per la paura cadde dalla finestra del secondo piano, rompendosi tutte e quattro le zampe. La mamma aveva allora portato il gatto da Al\u00ec Barsch affinch\u00e9 gli curasse le fratture con del tuorlo d\u2019uovo. Mentre le zampe del gatto guarivano, i pulcini d\u2019oca e quelli di gallina crescevano sereni e colmi d\u2019affetto, tanto che le oche finirono per comportarsi come galline e le galline come oche.<\/p>\n<p>L\u2019uomo capiva questa lingua meglio di quella degli uomini.<\/p>\n<p>L\u2019uomo ricord\u00f2 che quando a casa c\u2019erano gli ospiti di suo padre, per colazione sua madre cucinava sempre la frittata e diceva: \u201cDobbiamo trattarli bene, sono persone importanti\u201d. Fu cos\u00ec che ogni volta che poteva, l\u2019uomo comprava le uova e faceva una frittata, nella speranza di diventare anche lui un uomo importante.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2596\" aria-describedby=\"caption-attachment-2596\" style=\"width: 702px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/3048F0A100000578-3404695-image-a-17_1453112894673.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2596 size-main-full\" title=\"Giungla di Calais\" src=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/3048F0A100000578-3404695-image-a-17_1453112894673-962x516.jpg\" alt=\"Calais \" width=\"702\" height=\"377\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2596\" class=\"wp-caption-text\">\u00a9 Reuters<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019uomo stava ritto in piedi davanti al cancello di Auberge, impietrito e attonito stringeva la piccola mano di suo figlio e sentiva il calore propagarsi nelle fredde vene. L\u2019uomo fissava con lo sguardo lo spazio infinito e grigio dello stabilimento di Auberge.<\/p>\n<p>Lunghe code di uomini con scarpe pesanti e gilet arancioni a strisce verdi fosforescenti oppure viceversa verdi a strisce arancioni fosforescenti, si mescolavano sotto la luce accecante delle lampadine sospese nell&#8217;ampia volta del soffitto; gli uomini erano intenti a tagliare scatoloni di diverse dimensioni, con coltelli e forbici molto appuntite li facevano a pezzi rapidamente \u2013 proprio come gli uomini dal camice sporco di sangue che vide quel giorno nel macello di polli, i quali in un batter d\u2019occhio estraevano le interiora dei polli e poi pulivano via il sangue con la pompa dell\u2019acqua. Anche gli uomini fosforescenti estraevano il contenuto delle scatole come fossero state nient\u2019altro che frattaglie.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in l\u00e0, fuori dal cancello, un gruppo di uomini con vestiti colorati e scarpe leggere dai colori e le forme variegate come la vita, aspettavano solidali e fiduciosi di diventare arancioni a strisce fosforescenti, oppure viceversa, fosforescenti a strisce arancioni.<\/p>\n<p>L\u2019uomo teneva lo sguardo fisso, solo le sue palpebre di tanto in tanto si muovevano, immobile come una statua osservava spostarsi al vento le dodici stelle sullo sfondo blu dell\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>Con un movimento dolce strinse la piccola mano del figlio tra le sue dita affusolate e il suo sguardo scivol\u00f2 sulla bandiera della Gran Bretagna che svettava sopra il cancello di Auberge, poco pi\u00f9 sotto quella dell\u2019Unione Europea si arrotolava invece nel vento. In quel momento sent\u00ec che qualcuno lo stava chiamando. Per un attimo si riscosse dal suo torpore poi il suo sguardo torn\u00f2 a posarsi sulle bandiere arrotolate dal vento.<\/p>\n<p>La voce lo chiam\u00f2 ancora ma questa volta con pi\u00f9 forza.<\/p>\n<p>&#8211; Compatriota, sei un nuovo arrivato? Arrivi dall&#8217;Italia vero? Quindi hai i documenti italiani, no?<\/p>\n<p>&#8211; Certo che s\u00ec<\/p>\n<p>&#8211; Tanti qui nella giungla hanno i documenti italiani ma vogliono ugualmente andare oltremare. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Anche tu vuoi andare oltremare? Vieni, ti aiuto io.<\/p>\n<p>L\u2019uomo si diresse verso la parte nord della struttura di Auberge. Un grande camion pieno di scatole di carne di pollo, uova e banane era parcheggiato sull&#8217;asfalto. Scarpe pesanti e un\u2019infinit\u00e0 di colori arancioni a strisce fosforescenti, o viceversa, fosforescenti a strisce arancioni si spostavano velocemente, tagliando, aprendo e impacchettando gli scatoloni. Un uomo tarchiato e abbronzato dai vestiti fosforescenti, senza alzare la testa o fermarsi per un attimo, continuava a insultare gli altri:<\/p>\n<p>&#8211; Sbrigatevi, dovete essere pi\u00f9 veloci. Non siete qui in vacanza, dovete imparare un lavoro.<\/p>\n<p>L\u2019uomo, tenendo la mano di suo figlio nella sua, si ferm\u00f2.<\/p>\n<p>&#8211; Io sono Zalmai Ahmaedzai. Ma tutti mi chiamano Zalmai. Sono di Katawas (n.a: Afghanistan). Avevo un albergo ad Angoradah, era un albergo a 6 stelle per quelli che volevano migrare all&#8217;estero.<\/p>\n<p>Una fragorosa risate scatur\u00ec dalla gola di quell&#8217;uomo abbronzato e fosforescente.<\/p>\n<p>&#8211; Conosci la legge di questi alberghi? Se sei un immigrato mangi o non mangi paghi uguale.<\/p>\n<p>Rise di nuovo.<\/p>\n<p>&#8211; \u00c8 l\u00ec che ho imparato a lavorare con gli stranieri. Poi siamo andati a Sfrai Namak in Pakistan. Alla fine del 2000 ci hanno consigliato di andare in Grecia, l\u00ec gli affari funzionano bene. Dopo l\u201911 settembre abbiamo capito che la politica mondiale stava cambiando e che avremo fatto affari d\u2019oro. Nel 2003 ci hanno portati qui nella giungla, ma forse tra qualche mese ci manderanno in Turchia, il perch\u00e9 lo capisci anche tu.<\/p>\n<p>Una giovane ragazza in gilet arancione e scarpe pesanti stava in quel momento spostando uno scatolone di banane. Era angosciata, stressata e piena di dubbi sospesi. La ragazza chiese a Zalmai:<\/p>\n<p>&#8211; Mi scusi, questi li devo mettere nei sacchi neri o nelle scatole blu?<\/p>\n<p>Zalmai senza guardarla neppure in faccia le url\u00f2:<\/p>\n<p>&#8211; Stupida, non capisci che i sacchi neri vanno nella giungla? Se la roba non \u00e8 ancora marcita mettila nelle scatole blu. Quando imparerai? Sono ormai due giorni che lavori qui.<\/p>\n<p>Poi alz\u00f2 la testa e lanci\u00f2 un breve sguardo all&#8217;uomo che stringeva la mano di suo figlio e continuando a impacchettare le scatole di banane disse:<\/p>\n<p>&#8211; Non mi hai per\u00f2 detto come vuoi arrivare oltremare<\/p>\n<p>Non attese la risposta dell\u2019uomo e l\u2019uomo non disse nulla. Zalmai era solito fare domande a cui egli stesso dava una risposta, in pratica non faceva domande, dava solo risposte.<\/p>\n<p>&#8211; Per andare ci sono diverse possibilit\u00e0: assicurata o non assicurata, dentro il camion o sotto il camion,\u00a0 autista sa o autista non sa. Tutto dipende dalla tua situazione economica. Secondo me per te \u00e8 meglio assicurata. Costa 10 000 dollari. Ce li hai? S\u00ec, sono certo che ce li hai.<\/p>\n<p>Questa volta l\u2019uomo pose una domanda:<\/p>\n<p>&#8211; Come posso capire che \u00e8 assicurata? Chi mi assicura?<\/p>\n<p>Zalmai rispose:<\/p>\n<p>&#8211; Guarda, qui la maggior parte di loro sono inglesi. In realt\u00e0 la responsabilit\u00e0 della giungla \u00e8 nelle loro mani. I soldi che prendiamo da te vengono divisi tra tutti: inglesi, polizia, ristoratori, negozianti e trafficanti. La polizia per\u00f2 prende di pi\u00f9, perch\u00e9 loro rischiano di pi\u00f9. A noi rimane in tasca ben poco. Da quando hai dato i soldi a quando arrivi in Inghilterra passano solo due ore. La macchina parte da qui e tu scendi nella prima citt\u00e0 inglese. Questa non ti sembra una buona assicurazione? Anche un negoziante o un ristoratore ti pu\u00f2 assicurare.<\/p>\n<p>L\u2019uomo allora chiese:<\/p>\n<p>&#8211; Per\u00f2 mi mancano 100 dollari, potresti fare qualcosa?<\/p>\n<p>Zalmai rispose:<\/p>\n<p>&#8211; No, no caro, devono essere esattamente 10 000. Tua moglie \u00e8 con te?<\/p>\n<p>Diede uno sguardo veloce al bambino, la sua mano tra le mani del padre.<\/p>\n<p>Per un attimo si ferm\u00f2.<\/p>\n<p>Spost\u00f2 qualche scatola d\u2019uva e poi quasi sussurrando disse:<\/p>\n<p>&#8211; Se vuoi fare un po\u2019 di soldi il lavoro nella giungla c\u2019\u00e8, ma \u00e8 solo per le donne.<\/p>\n<p>Una donna di mezza et\u00e0 con un gilet fosforescente a strisce arancioni e le scarpe pesanti sbucci\u00f2 una banana e la offr\u00ec al bambino. Zalmai con un movimento veloce strapp\u00f2 la banana dalle mani della donna, buttandola il pi\u00f9 lontano possibile, e disse:<\/p>\n<p>&#8211; No! Dalle sacchi neri non devi dare nulla a questo bambino! Loro rimangono qui solo un giorno.<\/p>\n<p>Poi volt\u00f2 il viso verso l\u2019uomo:<\/p>\n<p>&#8211; Vi raccomando di non mangiare nulla qui nella giungla. Crea dipendenza. Se mangiate qualcosa dormirete in continuazione e se smetterete di mangiarlo diventerete nervosi e litigherete per nulla. Preparatevi che ora entriamo alla giungla.<\/p>\n<p>L\u2019uomo lo ringrazi\u00f2 ma gli disse che lo avrebbero raggiunto a piedi.<\/p>\n<p>Zalmai fece un cenno con la testa ma aggiunse:<\/p>\n<p>&#8211; State attenti che qui intorno \u00e8 pericoloso. Tutte queste terre sono state comperate dalla mafia curda.<\/p>\n<p>E con il dito indic\u00f2 lo spazio intorno alla struttura di Auberge. Lo sguardo dell\u2019uomo si ferm\u00f2 un attimo sulle stelle che stavano immobili sullo sfondo blu della bandiera degli Stati Uniti. Con la mano salutarono alcuni cuccioli di gatto richiusi in grandi gabbie di ferro e poi si diressero verso un camion colmo di sacchi neri.<\/p>\n<p>L\u2019uomo prese la mano di suo figlio e si incamminarono insieme verso la giungla. La giungla era una sorta di storia in miniatura dell\u2019avventura dell\u2019uomo contemporaneo. Nella giungla tutte le guerre del mondo si incrociavano, l\u00e0 niente era la continuit\u00e0 di qualcos&#8217;altro. La giungla non era neppure una giungla. L\u00ec il corpo della lingua era distrutto una volta per sempre e il concetto di ordine del tempo era collassato su se stesso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2597\" aria-describedby=\"caption-attachment-2597\" style=\"width: 702px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Business-Insider-Barbara-Tasch.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-main-full wp-image-2597\" src=\"http:\/\/www.hazarapeople.com\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Business-Insider-Barbara-Tasch-1078x516.jpg\" alt=\"Business Insider\/Barbara Tasch\" width=\"702\" height=\"336\" srcset=\"https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Business-Insider-Barbara-Tasch-1078x516.jpg 1078w, https:\/\/www.hazarainternational.com\/it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Business-Insider-Barbara-Tasch-702x336.jpg 702w\" sizes=\"auto, (max-width: 702px) 100vw, 702px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2597\" class=\"wp-caption-text\">Business Insider\/Barbara Tasch<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tutto intorno la giungla era assediata da stivali neri pesanti, da stelle incollate allo sfondo blu scuro delle divise, da fucili pronti a sparare, da alte mura cinte di filo spinato elettrico e pi\u00f9 in l\u00e0 da un insieme di colori arancioni e fosforescenti e da scarpe pesanti, impegnate a dar fuoco ai rifiuti della giungla.<\/p>\n<p>L\u2019uomo e suo figlio si avvicinarono al cancello e videro una giovane vestita di arancione a linee fosforescenti e scarpe pesanti. La ragazza andava verso il filo spinato. Tra le mani teneva un bicchiere di th\u00e9 caldo, il cui fumo evaporava e veloce spariva nell\u2019aria. Si avvicin\u00f2 a un giovane rifugiato che l\u2019aspettava dietro il filo spinato.<\/p>\n<p>La ragazza disse:<\/p>\n<p>&#8211; Quando hanno capito che so cosa accade qui hanno smesso di lavarmi i bicchieri. Dopodich\u00e9 hanno iniziato a non lavare pi\u00f9 nemmeno i miei piatti e infine le posate. Mi hanno detto -Qui devi imparare a lavorare come diciamo noi, non come vuoi tu. Questo \u00e8 un posto per lavorare, non per capire e nemmeno per amare- Oggi ho visto che hanno persino rotto il bicchiere e le posate che usavo. Guarda l\u00e0<\/p>\n<p>E con la mano indic\u00f2 un mucchietto di vetri e di posate piegate.<\/p>\n<p>Poi aggiunse:<\/p>\n<p>-Sai cosa significa questo? Vuol dire vattene.<\/p>\n<p>La giovane rimase a lungo in silenzio fissando gli occhi del ragazzo oltre il filo spinato. La ragazza vide in quegli occhi trasparenti il riflesso di se stessa. La giovane vestita di arancione con le linee fosforescenti e le scarpe pesanti, si sciolse i capelli, tolse l\u2019arancione e con esso le linee fosforescenti, tolse anche le scarpe pesanti e attravers\u00f2 infine il cancello per stringere forte tra le sue braccia il ragazzo che amava, un rifugiato. Gli stivali neri, le stelle incollate sullo sfondo blu scuro e i fucili pronti a sparare, staccarono forse per sempre la ragazza dalle braccia del giovane rifugiato. La portarono all\u2019Auberge e solo allora si allontanarono.<\/p>\n<p>Un uomo fosforescente raccolse da terra il gilet e le scarpe lasciate dalla ragazza, scavalc\u00f2 i cadaveri dei rifugiati accoltellati la notte prima durante un litigio tra i trafficanti e la polizia, e infine gett\u00f2 i vestiti nel fuoco. Colori, scarpe, sacchi neri e carcasse di topi bruciavano tutti nello stesso fuoco. Il fumo e la cenere si alzavano nel cielo della giungla proprio come il tetto grigio dell\u2019Auberge.<\/p>\n<p>L\u2019uomo, tenendo per mano suo figlio, attravers\u00f2 tendoni che sembravano macchie di colori accesi lanciati su un terreno di sabbia e radici secche. Attravers\u00f2 ombre di bandiere che apparivano pi\u00f9 grandi delle tende stesse e giunse finalmente in cima a una collina al di sopra della quale si poteva scorgere non solo la giungla ma persino il mare nella sua vastit\u00e0. La giungla si trovava su una spiaggia della Manica \u2013 tra Francia e Inghilterra \u2013 nella citt\u00e0 di Calais. La giungla era un enorme corpo purulento e colorato puntellato di tende di diverse dimensioni. Le sue pustole erano come quelle che si possono trovare sulle carcasse dei topi. La giungla era malata e il suo corpo febbrile. Sono stati gli uomini a contagiarla. La giungla era un luogo che non fa parte del mondo, un luogo creato per cittadini senza mondo. Le notizie che portano questi uomini sono notizie di sventura, \u00e8 per questo che sono odiati dagli uomini per bene, dagli uomini che fanno ancora parte del mondo.<\/p>\n<p>La giungla portava su di s\u00e9 il marchio del disastro.<\/p>\n<p>Le forze mondiali hanno portato i cittadini senza mondo sulla soglia del Mondo e la giungla era l\u2019incarnazione del crollo dell\u2019ordine mondiale.<\/p>\n<p>Un ragazzo seduto nella sua tenda versava dell\u2019olio extravergine d\u2019oliva in una pentola, sull&#8217;etichetta della tanica c\u2019era scritto \u201cconsumo consentito solo fuori dal Pakistan\u201d, mise nell&#8217;angolo della pentola uno stoppino fatto di radici secche arrotolate, aspett\u00f2 che si imbevessero d\u2019olio e poi lo accese.<\/p>\n<p>L\u2019uomo strinse la piccola mano morbida di suo figlio tra le sue dita lunghe e affusolate, il suo sguardo si ferm\u00f2 sul ragazzo che stava seduto accartocciato nella sua tenda, accanto a un fuoco fatto di radici secche e olio d\u2019oliva. Con un coltello grande e affilato il ragazzo tagliava le parti ancora utilizzabili di una ciabatta di plastica. Accanto a lui c\u2019era un foulard blu con delle stampe a fiori su cui stavano tutte le ciabatte rotte che era riuscito a raccogliere nella giungla. Ogni tanto posava il coltello sopra la fiamma e quando il ferro diventava incandescente, poggiava la lama sulla plastica per fonderne le parti e produrre ciabatte nuove di zecca.<\/p>\n<p>Ad un certo punto la lama incandescente si fuse non pi\u00f9 sulla plastica ma sulle dita del giovane, che pazzo di dolore lanci\u00f2 il coltello in aria. Il coltello cadde in una pozzanghera che la pioggia della sera prima aveva lasciato fuori dalla sua tenda. Il ragazzo si soffi\u00f2 sulle dita e scalci\u00f2 rabbiosamente sulla sabbia.<\/p>\n<p>L\u2019acqua sfrigol\u00f2 sulla lama incandescente producendo onde che si moltiplicarono su tutte le acque della terra. La sabbia si ribell\u00f2 ai calci del ragazzo e si fuse in tutti i deserti del mondo, la fiamma sullo stoppino di radici si trasform\u00f2 in incendio, il soffio del ragazzo divent\u00f2 vento, il quale a sua volta si fece folata e fu allora che la terra si ammal\u00f2 e in preda ai deliri dalla febbre inizi\u00f2 a tremare come il corpo della giungla. La terra venne infettata dal corpo della giungla, proprio come la giungla venne infettata dagli uomini.<\/p>\n<p>Le onde dell\u2019acqua, il vento, la terra e il fuoco si fecero ciclone che dai quattro angoli della terra si mosse sibilando verso la giungla situata a Calais, nel porto della Manica, tra l\u2019Inghilterra e la Francia. La giungla dai muri alti cinti da filo spinato elettrico, dagli stivali neri e le scarpe pesanti. I cicloni di vento, acqua, terra e fuoco arrivarono fino alla giungla e girarono intorno al muro di filo spinato facendo roteare gli stivali neri, le stelle incollate sullo sfondo blu scuro delle divise, i fucili pronti a sparare, i vestiti arancioni a linee fosforescenti o viceversa, fosforescenti a strisce arancioni, le scarpe pesanti e sibilando fece volare tutto quanto verso l\u2019infinit\u00e0 del cielo. Le bandiere si staccarono dall\u2019asta e si librarono nell\u2019aria per finire strappate sul filo spinato. Le stelle si liberarono dalle loro bandiere e volarono verso il cielo. Forse il ciclone arriv\u00f2 proprio per liberare le stelle affinch\u00e9 nessun uomo e nessun oggetto potesse mai pi\u00f9 possederle. Il ciclone port\u00f2 con s\u00e9 la storia dell\u2019avventura dell\u2019uomo nella giungla. Un muro fatto di terra, vento, fuoco, acqua, in un attimo rese visibile la storia dell\u2019avventura dell\u2019uomo. Con il ciclone avvenne l\u2019apocalisse.<\/p>\n<p>L\u2019uomo strinse pi\u00f9 forte la mano morbida e calda di suo figlio, con l\u2019altra mano il bambino giocava con il riflesso delle stelle racchiuso nell\u2019acqua raccolta dal ciclone \u2013 le stelle andarono verso il cielo. L\u2019uomo avvert\u00ec il calore di suo figlio, rimase in silenzio, e nel piacere di quel silenzio sent\u00ec la voce dell\u2019oca che dall\u2019infinit\u00e0 del mare lo chiamava verso di s\u00e9. La sua voce era un\u2019unione armoniosa tra quella delle galline e quella delle oche. L\u2019uomo capiva questa lingua meglio della lingua degli uomini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La giungla di Calais, un racconto di\u00a0Razi Mohebi Nel mese di agosto mi sono recato con mia moglie Soheila Mohebi e mio figlio in Francia. 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