Noi, popolazione Hazara in Italia, condanniamo fermamente il genocidio e il massacro in atto della nostra popolazione in Pakistan e Afghanistan. Nel corso della storia il nostro popolo ha cercato di vivere come onesti e sinceri cittadini in entrambi questi Paesi. Qui abbiamo sempre contato sulle autorità dello Stato per fornire sicurezza e tranquillità alla nostra popolazione, ma nonostante le promesse essi si sono contraddetti nella pratica, sponsorizzando e supportando terroristi e gruppi estremisti di ogni genere.

Noi non perderemo comunque la speranza nelle lotte civili, nelle campagne per i diritti umani e nelle proteste contro la violazione del nostro diritto alla vita. Attualmente vi sono circa 700.000 Hazara in Pakistan che stanno fronteggiando una terribile pulizia etnica portata avanti dallo Stato e supportata da organizzazioni terroristiche ed estremiste. La storia degli Hazara in Pakistan risale alla fine del XIX secolo, quando, più della metà della popolazione hazara venne massacrata in Afghanistan ed i sopravvissuti furono costretti ad abbandonare le loro case e a trovare rifugio nei Paesi vicini.

Queste ondate di migrazione di massa continuano ancora oggi e la più recente di esse ha avuto inizio quando i talebani presero il potere in Afghanistan. Anche se il crollo del regime talebano ha incoraggiato molti Hazara, che vivevano in Iran e in Pakistan, a tornare nel loro Paese, i regolari attcchi di nomadi contro di loro e il trattamento oppressivo da parte dell’attuale governo ha spinto ancora una volta gli Hazara ad abbandonare le loro case. Questa volta però, i Paesi vicini non sono più stati accoglienti nei confronti degli Hazara. Solo negli ultimi due anni circa 2 000 Hazara sono stati uccisi nella città di Quetta, in Pakistan.

Queste uccisioni sono avvenute attraverso il lancio di razzi RPJ in zone residenziali e di attacchi suicidi sulla popolazione durante le festività. L’uccisione mirata degli Hazara è ormai divenuta la norma in Pakistan. Due recenti episodi includono l’uccisione di 30 viaggiatori di etnia Hazara, fatti scendere a forza dall’autobus che li stava trasportati ed uccisi sul posto in un’esecuzione sommaria e un attacco suicida durante la festa dell’Eid, le cui vittime principali sono state donne e bambini. Questi omicidi vengono perpetrati seguendo decreti religiosi nei quali gli Hazara sciiti vengono identificati come “infedeli”. Una recente lettera aperta, pubblicata su uno dei principali quotidiani nazionali pakistani, il “Daily Jung”, promulga l’uccisione degli Hazara, ovunque essi si trovino, al fine di “pulire la terra pura del Pakistan dagli infedeli.” Questo tipo di lettere aperte contengono la firma di importanti studiosi religiosi e rendono la manipolazione dell’opinione pubblica molto efficace.

I governi del Pakistan e dell’Afghanistan sostengono le organizzazioni terroristiche che conducono questi attacchi sistematici. In Pakistan i loro forti legami con il governo possono essere analizzati a partire dal sostegno dei servizi segreti e delle agenzie di sicurezza operanti in Afghanistan e nel Kashmir. Oggi, i principali partiti politici in Pakistan ottengono una parte significativa del loro sostegno offrendo incentivi politici e legali ad organizzazioni radicali e terroristiche. Stati e governi, come quello dell’Arabia Saudita, hanno l’ambizione di guidare il mondo islamico e di mantenere la loro influenza nella regione, a tal fine sostengono finanziariamente queste organizzazioni affinché promuovano le loro ideologie radicali. Queste propaggini di Al-Qaeda e dei talebani, nutrono un forte orgoglio nell’aver devastato le comunità Hazara e nell’aver distrutto la loro vita sociale in Afghanistan, ed ora intendono fare lo stesso in Pakistan. Questi sono i loro principali obiettivi, sostenuti esplicitamente nelle loro lettere aperte e nei loro insegnamenti religiosi. In seguito alla Conferenza di Bonn e all’istituzione del Parlamento in Afghanistan, gli Hazara hanno anticipato l’inizio di una cultura politica democratica per sostenere la dignità del popolo all’interno di una società giusta.

Con tali speranze hanno partecipato al processo di disarmo e collaborato alla formazione di un nuovo sistema politico democratico. Tuttavia, nonostante gli sforzi e le aspettative, il governo Karzai e le forze internazionali non sono stati in grado di fornire sicurezza e protezione contro l’occupazione illegale delle loro case e le brutali uccisioni del nostro popolo in Afghanistan. Gli attacchi annuali dei talebani supportati dai nomadi, l’occupazione delle case e l’uccisione di decine di persone ogni primavera sono ritenuti fatti privi di importanza e le nostre proteste vengono soppresse ed etichettate come ribelli ed inaccettabili. L’arroganza e l’ignoranza che le forze internazionali esibiscono nei confronti della nostra popolazione annulla qualsiasi aspettativa nei loro confronti.

La situazione in Afghanistan, poi, sta diventando ancora peggio da quando il governo Karzai ha iniziato ad integrare le forze talebane nel governo. In questo modo il governo offre agevolazioni legali e politiche alle attività terroristiche delle organizzazioni estremiste e non lascia nessuna speranza alla pace e alla rinconciliazione del Paese. Noi vogliamo un Afghanistan pacifico, privo di basi terroristiche, un Paese che non sia più identificato come il centro del traffico di droga. Abbiamo svolto un ruolo significativo nella storia e nella cultura dell’Afghanistan e del Pakistan, le distrutte statute dei Buddha in Afghanistan, erano il nostro orgoglio storico e artistico e le decine di figure sociali, di artisti, di sportivi, di accademici, di ufficiali superiori dell’esercito, e di comandanti in Pakistan e in Afghanistan rappresentano il simbolo dello spirito determinato ed operoso del nostro popolo. Siamo desiderosi di contribuire allo sviluppo di una società giusta e pacifica che possa essere una casa per tutti. Abbiamo sofferto l’oppressione tirannica per due secoli, ed ora dobbiamo fronteggiare un nuovo olocausto in Pakistan. Noi Hazara in Italia, sosteniamo gli Hazara oppressi che stanno soffrendo per mano di Al-Qaeda e dei suoi seguaci come il gruppo Lashkar-e-Jhangvi in Pakistan ed i nomadi talebani in Afghanistan ed esponiamo le nostre richieste come di seguito:

1. Condannare il genocidio sistematico del nostro popolo in Pakistan.

2. Mettere in discussione il silenzio delle autorità in Pakistan e della Comunità Internazionle.

3. Fare appello alla Comunità Internazionale per affrontare la questione del genocidio degli Hazara con il Governo pakistano.

4. Chiedere alla Comunità Internazionale di proporre un’indagine equa sul genocidio degli Hazara per mano di coloro che pubblicamente confessano i loro crimini.

5. Chiedere al Ministro degli Esteri italiano di comunicare personalmente con il suo omologo in Pakistan e di sollevare la questione del genocidio degli Hazara in atto in questo in momento.

6. Riconoscere che il gruppo dei talebani, la rete Haqqani, Lashkar-e- Jhangvi, Sepah Sahaba ed altri gruppi radicali, sono gruppi terroristici e rappresentano una minaccia alla sicurezza e alla pace mondiali.

7. Rifiutare senza condizioni l’incorporazione dei talebani nel Governo dell’afghanistan.

8. Sottolineare che l’incorporazione dei talebani comprometterebbe i diritti delle minoranze ed in particolare i diritti delle donne e minerebbe il processo di costruzione di un sistema democratico che garantisca un ambiente pacifico e libero dalle persecuzioni.

L’incapacità o la non volontà ad agire su questi temi importanti faciliterà il genocidio degli Hazara in Pakistan, ed assicureranno che l’Afghanistan e il Pakistan rimangano in uno stato di guerra perpetua in cui l’oscurantismo e la violenza potranno continuare a mietere vittime impunemente.

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