“In questo film abbiamo potuto esprimere la nostra arte perchè abbiamo lavorato in piena libertà intellettuale”. Con queste parole Soheila Mohebi, moglie e assistente del regista Hazara Razi Mohebi, ha chiuso la presentazione del film “Gridami”, prodotto dal Centro informativo per l’immigrazione dell’assessorato alla Solidarietà internazionale e alla Convivenza della Provincia autonoma di Trento e proiettato a Venezia nell’ambito della 67° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

In particolare il film, incentrato sul delicato rapporto fra immigrazione e mondo del lavoro, è stato proposto nella sessione di proiezioni del Premio “Città di Venezia” della Mostra. “Gridami” è stato presentato anche al Teatro del Centro culturale Candiani di Mestre. Il regista Hazara Razi Mohebi attualmente si trova, con la moglie e il figlio, nella condizione di rifugiato in Italia, accolto nel progetto per i richiedenti asilo della Provincia autonoma di Trento.

Il Centro informativo per l’immigrazione ha voluto valorizzare il suo talento con l’opera presentata oggi al Lido. “L’uomo è migrante per sua stessa natura – ha detto Razi Mohebi a Venezia – e quando si sposta porta con sé una grande ricchezza culturale. Il rischio è quello di perdere, nelle difficoltà che accompagnano il percorso migratorio, la propria identità.

Io spero, attraverso i miei film, di stimolare una riflessione su questo tema e in particolare sul disagio che spesso accompagna chi entra a far parte di una nuova comunità.” Con “Gridami”, la seconda opera di Mohebi prodotta dal Cinformi, si è ampliato il progetto di comunicazione del Centro informativo per l’immigrazione, uno dei cardini del Piano Convivenza approvato in Trentino dalla Giunta provinciale su proposta dell’assessorato alla Solidarietà internazionale e alla Convivenza.

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