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	<title>Popolo Hazara</title>
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	<description>Popolazione Hazara in ogni parte del mondo!</description>
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		<title>Il genocidio ignorato degli Hazara in Pakistan</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 01:01:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[DIRITTI UMANI]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[HAZARA NEWS]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo più di un secolo di crimini sistematici come il genocidio, la schiavitù, gli abusi e le violenze sessuali, i crimini di guerra e le discriminazioni, essere Hazara appare ancora oggi un crimine in paesi come l’Afghanistan e il Pakistan. Solo Sabato 16 Febbraio 2013, infatti, più di trecento uomini, donne e bambini sono stati [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dopo più di un secolo di crimini sistematici come il genocidio, la schiavitù, gli abusi e le violenze sessuali, i crimini di guerra e le discriminazioni, essere Hazara appare ancora oggi un crimine in paesi come l’Afghanistan e il Pakistan. Solo Sabato 16 Febbraio 2013, infatti, più di trecento uomini, donne e bambini sono stati uccisi o feriti in un attacco terroristico nella città di Quetta, in Pakistan. Questo attacco segue un altro attentato avvenuto il 10 Gennaio nella stessa città, attacco che ha provocato la morte di più di cento persone. In questi ultimi anni, più di mille persone appartenenti all’etnia Hazara sono state uccise in simili attacchi organizzati in questo paese.Oggi, nella loro stessa terra, in Afghanistan, le persone appartenenti a quest’etnia non sono al sicuro. Attraverso questa conferenza tenteremo di capire cosa sta accadendo in Pakistan.</strong></p>
<p><strong>Luogo:</strong> Via Giovanni Antonio Sacco, 12,  Bologna, Camplus Alma Mater- Bologna<br />
<strong>Data:</strong>  Domenica 17 Marzo 2013<br />
<strong>Ora:</strong> 14:00 -18:00<br />
Per ulteriore informazioni rivolgetevi al sito Rete Internazionale del Popolo Hazara” www.hazarapeople.com”</p>
<p><strong>Perteciperanno:</strong> Dottoressa Francecsa Grisot docente a contratto presso all’Università di Iusve di Venezia, Dottoressa Laura Silvia Battaglia docente presso l&#8217;Università Cattolica di Milano, Basir Ahang giornalista e attivista per i diritti umani, Amin Wahidi filmmaker e attivista per i diritti umani, Jawad Haidari Sociologo, Dottoressa Adelaide Zambusi esperta di diritti umani, Nemat Rezai studente dell’Universtà di Padova, Nazifa Amiri Studentessa dell&#8217;Università di Bologna, Jasmine Bompani attivista di Cremona.<br />
<a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/03/Locandina.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/03/Locandina.jpg" alt="Locandina" width="480" height="678" class="aligncenter size-full wp-image-1484" /></a></p>
<div id="st0000000001" class="st-taf"><script src="http://taf.socialtwist.com:80/taf/js/shoppr.core.js?id=0000000001"></script><img style="border:0;margin:0;padding:0;" src="http://tellafriend.socialtwist.com:80/wizard/images/tafbutton_blue16.png" onmouseout="hideHoverMap(this)" onmouseover="showHoverMap(this, '0000000001', 'http%3A%2F%2Fwww.hazarapeople.com%2Fit%2F%3Fp%3D1483', 'Il+genocidio+ignorato+degli+Hazara+in+Pakistan')" onclick="cw(this, {id:'0000000001',link: 'http%3A%2F%2Fwww.hazarapeople.com%2Fit%2F%3Fp%3D1483', title: '+Il+genocidio+ignorato+degli+Hazara+in+Pakistan+' })"/></div>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;opera di Moshen Taasha Wahidi in Concorso</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2013 23:12:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>

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		<description><![CDATA[DESCRIZIONE OPERA / BIOGRAFIA Vota Questa Opera Mohsen Taasha Whaidi è un giovane artista Hazara dall&#8217;afghanistan. Si è diplomato al National Art Institute of Afghanistan e nel 2010 ha vinto il prestigioso premio Afghanistan&#8217;s National Contemporary Art Prize, mentre nel 2012 ha partecipato a dOCUMENTA 13 a Kassel, Germania. Le sue opere sono state esposte [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DESCRIZIONE OPERA / BIOGRAFIA</strong></p>
<p><a href="http://www.premiocombat.it/moshen-taasha-wahidi-19216"><strong>Vota Questa Opera</strong></a></p>
<p><strong>Mohsen Taasha Whaidi è un giovane artista Hazara dall&#8217;afghanistan. Si è diplomato al National Art Institute of Afghanistan e nel 2010 ha vinto il prestigioso premio Afghanistan&#8217;s National Contemporary Art Prize, mentre nel 2012 ha partecipato a dOCUMENTA 13 a Kassel, Germania. Le sue opere sono state esposte in varie mostre a Kabul, Parigi e Praga. Il Governo dell’afghanistan, in seguito all&#8217;esposizione dell&#8217;opera &#8220;A Man Reading Quran without knowing its meaning” dichiara che l&#8217;artista &#8220;non è conforme&#8221; alla religione islamica, bandendolo completamente dall&#8217;esporre le sue opere in Afghanistan. Oggi Moshen Taasha è rappresentato dalla Theca Gallery di Lugano, Svizzera.</strong><a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/moshen-taasha-towards.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/moshen-taasha-towards.jpg" alt="moshen-taasha-towards" width="480" height="486" class="aligncenter size-full wp-image-1480" /></a><br />
<strong>L&#8217;opera &#8220;Towards destination&#8221; candidata al Combat Prize 2013 è afferente alla serie di lavori che l&#8217;artista ha intitolato &#8220;Ciclo della Morte&#8221;, opere nate appositamente per l&#8217;esposizione di dOCUMENTA 13 a Kassel. L&#8217;opera in concorso rappresenta lo stato finale della morte, prima che il corpo divenga immortale. </strong></p>
<p>Quest&#8217;opera segna un passo decisivo all&#8217;interno della sua produzione artistica, infatti Mohsen si confronta metaforicamente con l&#8217;opera dell&#8217;astronomo e filosofo persiano del XIII secolo Jalāl ad-Dīn Muhammad Balkhī. La morte non è più vista come il termine del tutto, ma bensì come essenza di continuità con la vita. L&#8217;opera &#8220;Towards destination&#8221; è materica. Ovvero fatta degli stessi elementi su cui l&#8217;artista riflette: la sabbia desertica che avvolge il corpo nella sepoltura, ma che è anche la &#8220;polvere&#8221; di cui diviene esso stesso dopo la morte, e la tela di canapa che avvolge lo avvolge, ma che al contempo ne è anche il sudario. </p>
<p>Le tre opere a supporto della candidatura al premio sono invece afferenti a tre diversi temi indagati dall&#8217;artista negli ultimi anni di ricerca. La prima opera, intitolata &#8220;Memory of a generation&#8221; (acquerello policromatico) è realizzata con la tecnica dell&#8217;acquatinta su carta coranica. Qui i colori si rapportano direttamente con due elementi: da una parte con i concetti espressi della lettura del testo sacro, e dall&#8217;altra, con il tema della realtà in cui l&#8217;artista vive, ovvero ciò che Taasha definisce &#8220;verità&#8221;. La trasparenza del colore rappresenta la &#8220;vitreità umana&#8221;, priva di significati, entro cui si annidano molti uomini.</p>
<p>La seconda opera, intitolata &#8220;The Red Curtain&#8221; è invece afferente ai temi surreali che l&#8217;artista evoca attraverso l&#8217;accostamento di segni religiosi, cromatici e mistici provenienti della sua etnia Hazara. A questa serie appartiene anche l&#8217;opera &#8220;Kochi”, lavoro con cui Mohsen Taasha ha vinto il primo premio dell’Afghanistan Contemporary Art Prize nel 2010. La terza ed ultima opera dal titolo &#8220;The Reddish Essence&#8221; è invece facente parte della serie &#8220;Rosso&#8221;, ciclo di cinque opere ispirate dalle proprie radici etniche. Il rosso è simbo del sangue versato nel corso degli anni in scontri e faide tra le diverse tribù afgane per la supremazie del Paese. In queste opere si uniscono diversi simboli Hazara quali l&#8217;oreficeria, la spiritualità, la manodopera artigianale-produttiva e infine la forte presenza dell’occhio della conoscenza.<br />
<a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/moshen-taasha-memory-of-a-generation-acquatinta.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/moshen-taasha-memory-of-a-generation-acquatinta.jpg" alt="moshen-taasha-memory-of-a-generation-acquatinta" width="480" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-1477" /></a><a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/moshen-taasha-the-red-curtainmatite-colorate-su-cartone.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/moshen-taasha-the-red-curtainmatite-colorate-su-cartone.jpg" alt="moshen-taasha-the-red-curtainmatite-colorate-su-cartone" width="480" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-1478" /></a><a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/moshen-taasha-the-reddish-essence-hazarajat.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/moshen-taasha-the-reddish-essence-hazarajat.jpg" alt="moshen-taasha-the-reddish-essence-hazarajat" width="480" height="400" class="aligncenter size-full wp-image-1479" /></a></p>
<p>fonte e copyright: premiocombat</p>
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		<title>Un Attentato Terroristico Contro la Comunità Hazara a Quetta Pakistan Provoca Almeno 78 Morti e Più 200 Feriti</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Feb 2013 00:13:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia Pacifica]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio]]></category>
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		<description><![CDATA[A circa un mese dal devastante attentato dell’10 gennaio scorso, un’altra strage è stata commessa in Pakistan. L’attacco è avvenuto nella parte sud-occidentale della città di Quetta, capoluogo della provincia pakistana del Baluchistan e già teatro del precedente atto terroristico, provocando l’uccisione di almeno 100 persone e il ferimento di altre 200 Fra di loro, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A circa un mese dal devastante attentato dell’10 gennaio scorso, un’altra strage è stata commessa in Pakistan. L’attacco è avvenuto nella parte sud-occidentale della città di Quetta, capoluogo della provincia pakistana del Baluchistan e già teatro del precedente atto terroristico, provocando l’uccisione di almeno 100 persone e il ferimento di altre 200 Fra di loro, numerose donne e bambini. L’ufficiale di polizia Mir Zubair ha dichiarato che gli esplosivi erano posizionati in una cisterna per l’acqua e sono stati fatti detonare a distanza.</strong></p>
<p><strong>L’esplosione ha colpito un bazar nell’area denominata Hazara Town. Chiaro obiettivo del gesto era infatti la comunità hazara, gruppo etnico di religione sciita diffuso prevalentemente in Afghanistan ma fortemente radicato anche in Iran e Pakistan.</strong> Una comunità particolarmente malvista dagli integralisti che operano in Afghanistan e Pakistan, due paesi mediorientali a prevalenza sunnita. L’attentato di sabato 16 febbraio è stato rivendicato dal gruppo terrorista sunnita Lashkar-e-Jhangvi, a cui si fa già risalire la precedente strage del mese scorso.<br />
<a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/2ed8593.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/2ed8593.jpg" alt="2ed8593" width="480" height="423" class="aligncenter size-full wp-image-1466" /></a><a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/2yzjzbs.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/2yzjzbs.jpg" alt="2yzjzbs" width="480" height="322" class="aligncenter size-full wp-image-1467" /></a><a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/4g4y87.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/4g4y87.jpg" alt="4g4y87" width="480" height="423" class="aligncenter size-full wp-image-1468" /></a><a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/25qfbmd.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/25qfbmd.jpg" alt="25qfbmd" width="480" height="423" class="aligncenter size-full wp-image-1469" /></a><a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/166ir0z.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/166ir0z.jpg" alt="166ir0z" width="480" height="423" class="aligncenter size-full wp-image-1470" /></a><a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/281a886.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/281a886.jpg" alt="281a886" width="480" height="309" class="aligncenter size-full wp-image-1471" /></a><a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/2585b3p.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/2585b3p.jpg" alt="2585b3p" width="480" height="314" class="aligncenter size-full wp-image-1472" /></a><a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/mu8klf.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/02/mu8klf.jpg" alt="mu8klf" width="480" height="356" class="aligncenter size-full wp-image-1473" /></a></p>
<div id="st0000000001" class="st-taf"><script src="http://taf.socialtwist.com:80/taf/js/shoppr.core.js?id=0000000001"></script><img style="border:0;margin:0;padding:0;" src="http://tellafriend.socialtwist.com:80/wizard/images/tafbutton_blue16.png" onmouseout="hideHoverMap(this)" onmouseover="showHoverMap(this, '0000000001', 'http%3A%2F%2Fwww.hazarapeople.com%2Fit%2F%3Fp%3D1465', 'Un+Attentato+Terroristico+Contro+la+Comunit%C3%A0+Hazara+a+Quetta+Pakistan+Provoca+Almeno+78+Morti+e+Pi%C3%B9+200+Feriti')" onclick="cw(this, {id:'0000000001',link: 'http%3A%2F%2Fwww.hazarapeople.com%2Fit%2F%3Fp%3D1465', title: '+Un+Attentato+Terroristico+Contro+la+Comunit%C3%A0+Hazara+a+Quetta+Pakistan+Provoca+Almeno+78+Morti+e+Pi%C3%B9+200+Feriti+' })"/></div>]]></content:encoded>
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		<title>Lettera aperta al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, al Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso e al Presidente degli Stati Uniti Barack Obama da parte dei poeti di tutto il mondo</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Feb 2013 22:33:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
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		<category><![CDATA[DIRITTI UMANI]]></category>
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		<category><![CDATA[HAZARA NEWS]]></category>

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		<description><![CDATA[Egregi Signori, Dopo più di un secolo di crimini sistematici come il genocidio, la schiavitù, gli abusi e le violenze sessuali, i crimini di guerra e le discriminazioni, essere Hazara appare ancora oggi un crimine in paesi come l’Afghanistan e il Pakistan. Solo Giovedì 10 Gennaio 2013, infatti, più di cento Hazara sono stati uccisi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Egregi Signori,</strong></p>
<p>Dopo più di un secolo di crimini sistematici come il genocidio, la schiavitù, gli abusi e le violenze sessuali, i crimini di guerra e le discriminazioni, essere Hazara appare ancora oggi un crimine in paesi come l’Afghanistan e il Pakistan. Solo Giovedì 10 Gennaio 2013, infatti, più di cento Hazara sono stati uccisi in un attacco terroristico nella città di Quetta, in Pakistan. In questi ultimi anni, più di mille persone appartenenti all’etnia Hazara sono state uccise in simili attacchi organizzati nello stesso paese.</p>
<p>Oggi, nella loro stessa terra, in Afghanistan, le persone appartenenti a quest’etnia non sono al sicuro. Ogni anno sono esposte agli attacchi dei Kuchi afghani che godono del supporto dei Talebani e del governo afghano. Le loro strade vengono bloccate da Talebani armati, le loro auto vengono fermate e i passeggeri uccisi. Nel centro dell’Afghanistan, dove una gran parte della popolazione Hazara è marginalizzata, non hanno nemmeno accesso a diritti basilari. Ancora oggi essi sono esposti agli attacchi dei Talebani. Il risultato è che circa un milione di Hazara sono fuggiti in numerosi paesi come rifugiati o richiedenti asilo, il più delle volte vivendo in terribili condizioni umane e psicologiche.</p>
<p>La popolazione indigena Hazara rappresentava circa il 67% della popolazione dell’Afghanistan prima del XIX Secolo. Nel corso di questo secolo hanno sofferto il genocidio e la schiavitù e sono stati obbligati con la violenza ad abbandonare le loro terre, situate nel sud del moderno Afghanistan. Più del 60% di questa popolazione venne uccisa e migliaia di loro furono venduti come schiavi.</p>
<p>L’intera storia del XX secolo in Afghanistan è stata contrassegnata dalle uccisioni e dalle discriminazioni nei confronti di questo popolo. Il 10 e 11 Febbraio 1993 in un’area di Kabul chiamata Afshar, il governo dei Mujaheddin e i suoi alleati massacrarono migliaia di donne, uomini e bambini di etnia Hazara. Nell’Agosto del 2008, inoltre, i Talebani uccisero più di 10 000 Hazara nella città di Mazar-i-Sharif. Simili massacri si diffusero velocemente anche in altre parti del paese. La distruzione di simboli e patrimoni artistici e culturali Hazara, nonché la creazione e diffusione di un falso percorso storico attribuito loro, sono state altre strategie adottate, oltre ai già sopracitati crimini, al fine di eliminare l’esistenza di quest’etnia.</p>
<p>Per esempio nel Marzo del 2001, come è noto, i Talebani distrussero le antiche statue di Buddha a Bamiyan, simboli della storia e della cultura Hazara, nonché uno dei capolavori più importanti del patrimonio dell’umanità. Tale è la storia di questi ultimi due secoli di crimini contro il popolo Hazara.</p>
<p>Per queste ragioni, noi poeti di tutto il mondo dichiariamo la nostra solidarietà al popolo Hazara e chiediamo ai leader di tutto il mondo di tenere in considerazione i seguenti punti al fine di assicurare la sicurezza e la salvaguardia del popolo e della cultura Hazara:</p>
<p><strong>1.	Dichiarare uno stato di emergenza riguardante la situazione degli Hazara autorizzato dalla Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio.</p>
<p>2.	Esercitare pressione sul governo dell’Afghanistan e sul governo del Pakistan, richiedendo la cessazione immediata degli atti di discriminazione contro gli Hazara, nonché la cessazione del loro supporto a gruppi terroristici.</p>
<p>3.	Richiedere agli Stati parte della Convenzione sui rifugiati la protezione dei richiedenti asilo Hazara e la concessione del diritto d’asilo.</p>
<p>4.	Istituire una Commissione internazionale di verità che indaghi sui crimini contro il popolo Hazara.</p>
<p>5.	Aprire un’indagine presso le Corti e i Tribunali Internazionali come ad esempio la Corte Penale Internazionale.</p>
<p>6.	Richiedere alle truppe internazionali presenti in Afghanistan di assicurare la sicurezza delle persone di etnia Hazara.</p>
<p>7.	Richiedere ai media internazionali di riferire ed indagare sui crimini e le violenze contro il popolo Hazara in Pakistan e in Afghanistan.</strong></p>
<p>I poeti di tutto il mondo</p>
<p><strong>Firme con nome, posizione e paese:</strong></p>
<p>•	Fernando Rendón, Poet, editor and director of International Poetry Festival of Medellin (Colombia)<br />
•	Kamran Mir Hazar, Poet, journalist and webmaster (Afghanistan/Norway)<br />
•	Lello Voce, Poet (Italy)<br />
•	Gabriel Rosenstock, Poet (Éire/ Ireland)<br />
•	Irena Matijašević, Poet (Zagreb/ Croatia)<br />
•	Pitika Ntuli, Poet, writer and sculptor (South Africa)<br />
•	Dean Hapeta aka Te Kupu, Poet and musician ( Aotearoa, NZ)<br />
•	Dairena Ní Chinnéide, Poet (Ireland)<br />
•	Jack Hirschman, Poet (San Francisco in the United States)<br />
•	 Agneta Falk, Poet (San Francisco in the United States)<br />
•	 Janak Sapkota, Poet (Nepal)<br />
•	 Boel Schenlaer, Poet (Sweden)<br />
•	 Ershad Mazumder, Poet (Bangladesh)<br />
•	 Alexander Gorsky, Poet, writer, journalist (Ukraine)<br />
•	 William Masore, Poet (Kenya)<br />
•	 K. Satchidanandan, Poet (India)<br />
•	 Thór Stefánsson, Poet (Iceland)<br />
•	 Hemant Divate, Poet, Editor, Publisher and Translator (Mumbai, India)<br />
•	 Attila F. Balázs, Poet, editor, Publisher and Translator (Slovakia)<br />
•	 AB-ART Publishing house (Bratislava, Slovakia)<br />
•	 Enikoe Thiele, Poet, translator (Austria)<br />
•	 Alireza Behnam, Poet and journalist (Iran)<br />
•	 Mohammad Sharif Saiidi, Poet and journalist (Afghanistan/Sweden)<br />
•	Jüri Talvet, Poet (Estonia)<br />
•	 Maggie Cleveland, Poet (Massachusetts, US)<br />
•	 Julio Pavanetti, Poet, President of Liceo Poético de Benidorm (Uruguay/Spain)<br />
•	 Angelina Llongueras, Poet, Barcelona (nowadays a member of the Revolutionary Poets Brigade in San Francisco, US)<br />
•	Amir Or, Poet and editor (Israel)<br />
•	 Fahredin Shehu, Poet and Writer(Prishtina, Kosovo)<br />
•	 Andrea Garbin, Poet (Mantova, Italy)<br />
•	 Jean-Claude Awono, Teacher, editor and President of La Ronde des Poètes, Cameroon and Festival international de Poésie des Sept Collines de Yaoundé, Festi7 (Cameroun)<br />
•	 George Grigore, Poet (Bucharest, Romania)<br />
•	 Neeli Cherkovski, Poet (USA)<br />
•	 J. K. Ihalainen, Poet and publisher (Finland)<br />
•	 Hooman Azizi, Poet (Iran)<br />
•	 Maryam Hooleh, Poet (Iran)<br />
•	 Philip Hammial, Poet and sculptor (Australia)<br />
•	 Rati Saxena- Poet, kritya international poetry festival (India)<br />
•	 Bina Sarkar Ellias, Poet, editor, designer and publisher (Bombay/India)<br />
•	 Mahmoud Abuhashhash , Poet (Palestine)<br />
•	 Julia Kissina , Writer (Germany/Russia)<br />
•	 Zelma White, Poet (Montserrat, B.W.I)<br />
•	 Merlie Alunan, Poet, Essayist, Teacher of Literature (Philippines)<br />
•	 Stanka Hrastelj, Poet and writer (Slovenia)<br />
•	 Zingonia Zingone Poet (Italy)<br />
•	 Erling Kittelsen, Poet (Norway)<br />
•	 Tânia Tomé, Singer, Composer, Poet and Economist (Mozambique)<br />
•	 Rashid Boudjedra, Poet, novelist, playwright and critic (Algeria)<br />
•	 Ersi Sotiropoulos, Poet and novelist (Greece)<br />
•	 Mohammad Azizi, Poet and journalist (Afghanistan)<br />
•	 Emad Fouad, Poet and journalist (Egypt/ Belgium)<br />
•	 Dr.Arif Ali Albayrak, Poet, Cartoonist, Painter and Music Composer (Cyprus/Turkey)<br />
•	 Arturo Vázquez Sánchez, Poet (México)<br />
•	 José Manuel Solá Gómez, Poet, Writer (Puerto Rico)<br />
•	 Annabel Villar, Poet (Uruguay/Spain)<br />
•	 Stephanos Stephanides, Poet, professor of literature (Cyprus)<br />
•	 Peter Völker,Poet (Germany)<br />
•	 José Francisco Mejía Ramírez, Poet and Writer (Honduras)<br />
•	 Reza Heyrani, Poet (Iran)<br />
•	 Hadi Hazara, Poet (Afghanistan)<br />
•	 Nelly Elías de Benavente, Poet, Delegada de IALAYA – Instituto del libro Argentino y Americano (Argentina)<br />
•	 Rahela Yar, Poet (Afghanistan)<br />
•	 Werewere-Liking Gnepo, Poet and playwright and performer (Ivory Coast)<br />
•	 Marjorie Evasco, Poet and Teacher of Literature (Philippines)<br />
•	 Robert Max Steenkist, Poet, photographer and entrepeneur (Netherland/ Colombia)<br />
•	 Joseph Mwantuali, Poet (Clinton, New York, USA)<br />
•	 François Szabo, Poet (France)<br />
•	 Gaston Bellemare D.h.c., C.M., O.Q. Président Festival International de la Poésie/ Fédération des festivals internationaux de poésie (Québec, Canada)<br />
•	 Santiago B. Villafania, Poet (Philippines)<br />
•	 Jacobo Rauskin, Poet (Asunción, Paraguay)<br />
•	 Gertrude Fester, Poet and writer (South Africa)<br />
•	 Howard Fergus, Poet (Montserrat West Indies)<br />
•	 Prof.Dr.Sc. Ivan Djeparoski, Poet and philosopher (Skopje, R. Macedonia)<br />
•	 Nancy Huston, Novelist and essayist (Canada)<br />
•	 Elfriede Jelinek, Writer (Austria)<br />
•	 Tozan Alkan, Poet and translator (Istanbul/Turkey)<br />
•	 Euphrase Kezilahabi, Poet and novelist (Tanzania)<br />
•	Fernando Sabido Sánchez, Poet (Spain)<br />
•	 Elyas Alavi, Poet (Afghanistan)<br />
•	 Parwiz Kawa, Poet (Afghanistan)<br />
•	 Dr.Homaira Nakhat Dastgirzada, Poet (Afghanistan)<br />
•	Dawood Hakimi, Poet (Afghanistan)<br />
•	 Julieta Valero, Poet (Spain)<br />
•	 Hatto Fischer, Philosopher, Poet und Co-ordinator of Poiein kai Prattein (Germany)<br />
•	Winston Morales Chavarro, Poet (Colombia)<br />
•	 Al Hunter, Poet(Anishinaabe Nation, Canada)<br />
•	 Siki Dlanga, Writer and poet (South Africa)<br />
•	 Carey Lenehan, Poet and Writer for Peace (London, UK)<br />
•	 Ernesto Carrión Poeta (Ecuador)<br />
•	 Rira Abbasi, Poet, writer and director of International peace poetry festival (Iran)<br />
•	 Mindy Zhang, Poet and translator (China-USA)<br />
•	 Haroon Rahoon, Poet (Afghanistan)<br />
•	 Samay Hamed, Poet (Afghanistan)<br />
•	 S.Asrar Hamed Muqtader &#8220;Vesta&#8221;,Poet and Reporter (Afghanestan, presently Refugee in Turkey)<br />
•	Raihan Yousef ,Poet and Reporter (Afghanestan, presently Refugee in Turkey)<br />
•	Akwasi Aidoo, Poet (USA)<br />
•	 Robin Ngangom, Poet, translator, teacher (India)<br />
•	Rafael Patiño Góez, Poet and translator (Colombia)<br />
•	Sonja Harter, Poet (Vienna, Austria)<br />
•	Parvaneh Torkamani, Poet and Social Worker (United States of America)<br />
•	Fathieh Saudi, Poet (Jordan/UK)<br />
•	Bengt Bertg, Poet and publisher (Sweden)<br />
•	Sigurdur Pálsson, poet, (Iceland)<br />
•	Tamer Öncül, Poet (Nicosia/Cyprus)<br />
•	Partaw Naderi, Poet (Afghanistan)<br />
•	Zeki Ali, Poet (Cyprus)<br />
•	Leopoldo Castilla, Poeta (Argentina)<br />
•	Rachel Tzvia Back, Poet (Israel)<br />
•	Michael Augustin, Poet &#038; Festival Director (Germany)<br />
•	Mildred K Barya, Poet (Uganda)<br />
•	Nicole Cage, Poet (Martinique)<br />
•	Hafizullah Shariati, Poet (Afghanistan)<br />
•	Abotalib Mozaffari, Poet (Afghanistan)<br />
•	Saburullah Siasang, Poet (Afghanistan)<br />
•	Nawzar Ilyas, Poet (Afghanistan)<br />
•	Sam Hamill, Poet (USA)<br />
•	Galvarino Orellana, Poet, writer and Secretary General of &#8220;Frente Cultural Bolivariano Internacional&#8221; (Chile)<br />
•	Regina Dyck, Festival Director (Bremen, Germany)<br />
•	David Huerta, Poet (Mexico)<br />
•	Veronica Murguia, novelist (Mexico)<br />
•	Gahston Saint-Fleur,Poet, Writter and Executive Director of Foundation PROCULTURA/PROKILTI (Haiti)<br />
•	Miguel Aníbal Perdomo, Poet (Dominican Republic)<br />
•	Amiri Baraka, Poet (USA)<br />
•	Amina Baraka, Poet (USA)<br />
•	Charl-Pierre Naude, Poet (South Africa)<br />
•	Dunya Mikhail, Poet (Iraq)<br />
•	Bei Dao, Poet (China)<br />
•	Agus R. Sarjono, Poet &#038; Editor in Chief Journal of Criticism (Indonesia)<br />
•	Nuno Júdice, Poet (Portugal)<br />
•	Birgitta Jonsdottir, Poetician, Member of the Icelandic Parliament for the Movement &#038; chairperson of the International Modern Media Institution (Iceland)<br />
•	Reza Baraheni, Novelist, poet, critic, and political activist (Iran)<br />
•	Peter Curman, Poet (Sweden)<br />
•	Lyerka Bonanno, Poeta (Venezuela)<br />
•	Grace R. Monte de Ramos, Poet (Philippines)<br />
•	Geoffrey Philp, Poet, novelist, and playwright (Jamaica, West Indies)<br />
•	BINYOU-BI-HOMB Marius Yannick, Poet (Cameroon)<br />
•	Noria Adel, Poet, writer and visual artist (Algiers, Algeria)<br />
•	Shakor Nazari, Poet, Editor, Head of Afghanistan Literature House In Kabul and Member of Afghanistan Independent Human Rights Commission (AIHRC) (Afghanistan)<br />
•	Tsead Bruinja, Poet (Amsterdam, The Netherlands)<br />
•	Bernard Noël, Poet (France)<br />
•	Lic. Gerardo Paz Delgado, Poet, Secretario Nacional por Uruguay del Movimiento Internacional Poetas del Mundo. (Uruguay)<br />
•	Christian Salmon, essayist and ex director of the International Parliament of Writers, (France)<br />
•	Mark Lipman, Poet (USA)<br />
•	Chirag Bangdel, Poet, artist and writer (Nepal)<br />
•	Zolani Mkiva, Poet (South Africa)<br />
•	Elena Armenescu, Poet (Romania)<br />
•	D.M. Reyes, Poet and Literature Teacher (Philippines)<br />
•	Tom Egeland, Author and critic (Norway)<br />
•	Hildebrando Pérez Grande, Poet, Premio de Poesía Casa de las Américas (Peru)<br />
•	Rodolfo Dada, Poet (Costa Rica)<br />
•	Jean Portante, Poet, novelist (Luxembourg/France)<br />
•	Gonzalo Márquez Cristo, Poeta (Colombia)<br />
•	Antonio Correa Losada, Poeta (Colombia)<br />
•	Amparo Osorio, Poeta (Colombia)<br />
•	Héctor Rosales, Poet (Uruguay/España)<br />
•	Anthony L. Tan, Poet, fictionist, essayist, and teacher of literature (Philippines)<br />
•	Myriam Montoya, Poet (Colombia/ France)<br />
•	Jim Byron, musician (USA)<br />
•	Carlos Piera, Writer (Spain)<br />
•	Camila Charry Noriega, Poet (Colombia)<br />
•	Harold Trujillo Torres, Caricaturista de opinión periódico El Espectador (Colombia)<br />
•	Lucia Ortiz Corredor, Poet (Colombia)<br />
•	Julio César Goyes Narváez, Poet (Colombia)<br />
•	Julio César Goyes Narváez, Poet/ IECO-Instituto de Estudios en Comunicación y Cultura/ Universidad Nacional de Colombia (Colombia)<br />
•	Alonso Sáenz M., Promotor de Lectura (Colombia)<br />
•	Carmen Calatayud, Poet and nonfiction writer (USA)<br />
•	Eduardo Emilio Esparza, Artista Plastico (Colombia)<br />
•	Canéla A. Jaramillo, Poet, Author, Editor (United States)<br />
•	Claribel Alegría, Poet, essayist, novelist, and journalist (Nicaragua)<br />
•	Jill Schoolman, Publisher (USA)<br />
•	Marco Antonio Campos, Poet (Mexico)<br />
•	Marion Bethel, Poet (Bahamas)<br />
•	Eleonora Parachini, Artista, (Colombia)<br />
•	Juan Carlos Mestre, Poet and writer (Spain)<br />
•	Ostap Nožak, writer and translator (Ukraine)<br />
•	Stephane Chaumet, Poet (France)<br />
•	Lic. Gerardo Paz Delgado, Poet, Secretario Nacional por Uruguay del Movimiento Internacional Poetas del Mundo. (Uruguay)<br />
•	Julian Hector Gutierrez, Poet and writer (Colombia)<br />
•	Francisco Sánchez Jiménez, Writer (Colombia)<br />
•	Fredy Yezzed, Writer (Colombia/ Argentina)<br />
•	Eusebio Sánchez Clavijo, Writer (Colombia)<br />
•	Jose Yezid Morales, Poet and Painter (Colombia)<br />
•	Helena Iriarte, Novelista y profesora universitaria de literatura (Colombia)<br />
•	Paul Disnrad, Poet (Colombia/ Serbia)<br />
•	Paul Dutton, Poet, Fiction Writer, Essayist and Musician (Canada)<br />
•	Coral Bracho, Poeta (México)<br />
•	Fanny Moreno Ospina, poeta (colombiana)<br />
•	Martha Ennix, Artista plástica (colombiana)<br />
•	Víctor López Rache Poeta y ensayista (Colombia)<br />
•	María LeMarie, Writer and painter (Colombia)<br />
•	Bassem Al Meraiby, Poet (Iraq- Sweden)<br />
•	Manuel Pachón, Poeta y Maestro (Colombiano)<br />
•	Maruja Vieira, Poet and journalist (Colombia)<br />
•	Juan Carlos Acevedo Ramos, Poet (Colombia)<br />
•	Roberta J. Hill, poet and writer, (Oneida) (Madison, Wisconsin in the U. S.)<br />
•	Dieudonné Ewomsan, Poet (Togo)<br />
•	Carlos Fajardo Fajardo, Poet (Colombia)<br />
•	Qassim Haddad, Poet (Bahrain)<br />
•	Neeli Cherkovski, Poet (USA)<br />
•	Fabio Martinez, Escritor (Colombia)<br />
•	Morela Maneiro, Poet (Venezuela)<br />
•	Sayed Hegab, Poet (Egypt)<br />
•	Zoran Anchevski, poet, translator, professor of literature (Macedonia)<br />
•	Liv Lundberg, Poet, Writer, Professor (Norway)<br />
•	Pia Tafdrup, Poet and Writer (Denmark)<br />
•	Micere Githae Mugo , Poet, Playwright, Scholar and Activist (Kenya)<br />
•	Angye Gaona, Poeta (Colombia)<br />
•	Allison Hedge Coke, Poet and writer (US)<br />
•	Matthew Shenoda, Poet (USA/Egypt)<br />
•	Chiqui Vicioso, Poet (Dominican Republic)<br />
•	Aref Pejman, Poet, Author, and Associate Professor (Afghanistan)<br />
•	Fredy Chikangana, Poeta y Escritor Quechua Yanakuna Mitmak (Colombia)<br />
•	Ramiz Rovshan, Poet and writer (Azerbaijan)<br />
•	Liam Ó Muirthile, Poet (Ireland)<br />
•	Nguyen Quang Thieu, Poet (Vietnam)<br />
•	Andrei Khadanovich, poet (Belarus)<br />
•	Alberto Nessi, poeta e scrittore (Switzerland)<br />
•	Hermes Vargas. Poeta (Spain)<br />
•	Chris Abani, Poet and writer (Nigeria/USA)<br />
•	Abdourahman WABERI, Poet (Djibouti)<br />
•	Beppe Costa, poet, novelist and publisher (Italy)<br />
•	Stefania Battistella, Poet (Italy)<br />
•	Senem Gökel, Poet, researcher, instructor (Cyprus)<br />
•	Ingrid Wickström, Poet and translater (Sweden)<br />
•	Priya Sarukkai Chabria, Poet, writer and translator (India)<br />
•	Homero Aridjis, Poet and novelist, President Emeritus of PEN International (Mexico)<br />
•	Gemino H. Abad, Poet, professor emeritus of literature and creative writing (Philippines)<br />
•	Vasyl Makhno, Poet (Ukraine/USA)<br />
•	Vincent O’Sullivan, Poet (New Zealand)<br />
•	Joy Harjo, Poet and musician (Mvskoke Nation, USA)<br />
•	Gioconda Belli, Poet and novelist (Nicaragua)<br />
•	Francisco de Asís Fernández, Poet and President of the International Poetry Festival, Nicaragua (Nicaragua)<br />
•	Gloria Gabuardi, Poet (Nicaragua)<br />
•	Alexandra Büchler, Director of Literature Across Frontiers (Czech Republic/UK)<br />
•	Nora Atalla, poète, romancière et nouvelliste (Québec, Canada)<br />
•	Moya Cannon, Poet (Irland)<br />
•	Michèle Blanchet, poète de Québec (Canada)<br />
•	Nyein Way, Poet, Performance artist and educator (Myanmar)<br />
•	Max.N.RIPPON poet (Marie-Galante, Guadeloupe)<br />
•	Omar Pérez, Poet, writer and translator (Cuba)<br />
•	Jared Angira, Poet (Kenya)<br />
•	Rashidah Ismaili, Poet (Benin)<br />
•	Raquel Chalfi, Poet and writer (Israel)<br />
•	Blanca Andreu, Poet (Spain)<br />
•	Michaël Glück, Poet (France)<br />
•	Stefaan van den Bremt, Poet and Honorary chairman of PEN FLANDERS (Flanders, Belgium)<br />
•	Jan Owen, Writer (Australia)<br />
•	Vyacheslav Kupriyanov, Poet (Russia)<br />
•	Geneviève Morin, Poet (Québec, Canada)<br />
•	Yiorgos Chouliaras, Poet (Greece)<br />
•	Quito Nicolaas, Writer/Poet (The Netherlands)<br />
•	Simón Zavala Guzmán, Poeta y ensayista (Ecuador)<br />
•	Timo Berger, Poet and publisher (Germany)<br />
•	Ceaití Ní Bheildiúin, Poet (Ireland)<br />
•	Jean Clarence Lambert, Poet, translator, essayist and art critic (France)<br />
•	Antonio Preciado, Poeta (ecuatoriano)<br />
•	Manal Al-Sheikh, Poet and writer (Iraq/ Norway)<br />
•	Yasin Khamosh, Poet and journalist (Afghanistan)<br />
•	Valeriu Stancu, Poet, novelist and translator (Romania)<br />
•	Aju Mukhopadhyay, Poet, essayist, feature and fiction writer (India)<br />
•	GILMA DE LOS RÍOS TOBÓN, Poeta y periodista (Colombia)<br />
Poeti Inediti:<br />
•	Mir Hussain Mahdavi, Exiled freelance writer and poet (Afghanistan)<br />
•	Leila Malekmohammadi, Poet and journalist (Iran/ Norway)<br />
•	Sultan Haidari, Journalist and poet (Afghanistan)<br />
•	Ali Hazara, Poet and movie maker (Afghanistan)<br />
•	Hossein Pooya, Poet (Afghanistan)<br />
•	Sakhi dad Hatef, Poet (Afghanistan)<br />
•	 Maryam Turkmani, Poet (Afghanistan)<br />
•	Razi Mohebi, Poet and movie maker (Afghanistan)<br />
•	Fereshta Ziai, Poet, pedagog and youth mentor (Afghanistan/Sweden)<br />
•	Laila Haidari, Poet and director of Life is Beautiful Organization (Afghanistan)</p>
<p><strong>PS:<br />
1: Copia ai Media Internazionali<br />
2: Per maggiori informazioni contattare Kamran Mir Hazar all’indirizzo email: kamran@kamranmirhazar.com<br />
cell phone +47.96666769<br />
Skype: kamran.mmir.hazar<br />
Facebook: www.facebook.com/KamranPoetry</strong></p>
<p>Paesi: Colombia, Norway, Italy, Ireland, Croatia, South Africa, NZ, United States, Nepal, Sweden, Bangladesh, Ukraine, Kenya, India, Slovakia, Austria, Iran, Sweden, Estonia, Spain, Uruguay, Israel, Kosovo, Cameroun, Romania, Finland, Australia, Palestine, Russia, Germany, B.W.I, Philippines, Mozambique, Algeria, Greece, Afghanistan, Belgium, Egypt, Turkey, Cyprus, México, Puerto Rico, Honduras, Argentina, Ivory Coast, France, Canada, Paraguay, West Indies, Macedonia, Tanzania, UK, Ecuador, China, Uganda, Martinique, Chile, Mexico, Haiti, Dominican Republic, Iraq, Indonesia, Portugal, Iceland, The Netherlands, Peru, Costa Rica, Nicaragua, Bahamas, Ukraine, Argentina, Serbia, Togo, Bahrain, Venezuela, Macedonia, Denmark, Kenya, Dominican Republic, Azerbaijan, Belarus, Switzerland, Nigeria, Djibouti, Czech Republic, Myanmar and Cuba.</p>
<div id="st0000000001" class="st-taf"><script src="http://taf.socialtwist.com:80/taf/js/shoppr.core.js?id=0000000001"></script><img style="border:0;margin:0;padding:0;" src="http://tellafriend.socialtwist.com:80/wizard/images/tafbutton_blue16.png" onmouseout="hideHoverMap(this)" onmouseover="showHoverMap(this, '0000000001', 'http%3A%2F%2Fwww.hazarapeople.com%2Fit%2F%3Fp%3D1460', 'Lettera+aperta+al+Segretario+Generale+delle+Nazioni+Unite+Ban+Ki-moon%2C+al+Presidente+della+Commissione+Europea+Jos%C3%A9+Manuel+Barroso+e+al+Presidente+degli+Stati+Uniti+Barack+Obama+da+parte+dei+poeti+di+tutto+il+mondo')" onclick="cw(this, {id:'0000000001',link: 'http%3A%2F%2Fwww.hazarapeople.com%2Fit%2F%3Fp%3D1460', title: '+Lettera+aperta+al+Segretario+Generale+delle+Nazioni+Unite+Ban+Ki-moon%2C+al+Presidente+della+Commissione+Europea+Jos%C3%A9+Manuel+Barroso+e+al+Presidente+degli+Stati+Uniti+Barack+Obama+da+parte+dei+poeti+di+tutto+il+mondo+' })"/></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il Massacro del Popolo Hazara Continua in Pakistan, 132 morti e più di 200 Feriti</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jan 2013 22:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Asia Pacifica]]></category>
		<category><![CDATA[Genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[HAZARA NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>

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		<description><![CDATA[Ultimatum per gli Hazara a Quetta: &#8220;Vi uccideremo tutti entro la fine del 2013!&#8221; Lashkar e Janghvi of Pakistan Esplosioni in Pakistan uccidono almeno 132 e innalzano la paura in vista delle elezioni Alcune bombe sono esplose in due città del Pakistan uccidendo almeno 132 persone e ferendone più di 270 giovedì, offrendo una straziante [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ultimatum per gli Hazara a Quetta: &#8220;Vi uccideremo tutti entro la fine del 2013!&#8221; Lashkar e Janghvi of Pakistan<br />
Esplosioni in Pakistan uccidono almeno 132 e innalzano la paura in vista delle elezioni<br />
Alcune bombe sono esplose in due città del Pakistan uccidendo almeno 132 persone e ferendone più di 270 giovedì, offrendo una straziante dimostrazione di come la miriade di conflitti interni al Paese potrebbero destabilizzarlo con l’avvicinarsi delle elezioni.</strong><a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/01/w7gffb.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/01/w7gffb.jpg" alt="w7gffb" width="480" height="325" class="aligncenter size-full wp-image-1455" /></a></p>
<p><strong>La peggior violenza è accaduta nella zona sud-occidentale di Quetta, dove due esplosioni a distanza di pochi minuti nella scorsa serata hanno devastato una sala da biliardo in un quartiere a maggioranza etnica sciita hazara, uccidendo almeno 106 persone e ferendone più di 200, riferisce la polizia.</strong><a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/01/23.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/01/23.jpg" alt="23" width="480" height="570" class="aligncenter size-full wp-image-1456" /></a></p>
<p>Un attentatore suicida ha detonato gli esplosivi all’interno della sala, e un secondo attentatore ha fatto esplodere il suo veicolo all’esterno del club all’arrivo degli ufficiali di polizia e dei giornalisti – ha dichiarato ai reporter l’ufficiale superiore di polizia Mir Zubair Mehmood. Cinque poliziotti e un cameramen sono stati uccisi nella seconda esplosione. Gli ospedali sono stati travolti dalle vittime arrivate verso la sera.</p>
<p>I leader hazara hanno dichiarato che si tratta del peggiore attacco settario avvenuto a Quetta dall’inizio degli attentati contro la loro comunità iniziati 14 anni fa.</p>
<div id="st0000000001" class="st-taf"><script src="http://taf.socialtwist.com:80/taf/js/shoppr.core.js?id=0000000001"></script><img style="border:0;margin:0;padding:0;" src="http://tellafriend.socialtwist.com:80/wizard/images/tafbutton_blue16.png" onmouseout="hideHoverMap(this)" onmouseover="showHoverMap(this, '0000000001', 'http%3A%2F%2Fwww.hazarapeople.com%2Fit%2F%3Fp%3D1454', 'Il+Massacro+del+Popolo+Hazara+Continua+in+Pakistan%2C+132+morti+e+pi%C3%B9+di+200+Feriti')" onclick="cw(this, {id:'0000000001',link: 'http%3A%2F%2Fwww.hazarapeople.com%2Fit%2F%3Fp%3D1454', title: '+Il+Massacro+del+Popolo+Hazara+Continua+in+Pakistan%2C+132+morti+e+pi%C3%B9+di+200+Feriti+' })"/></div>]]></content:encoded>
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		<title>I fichi rossi di Mazar-e Sharif</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jan 2013 00:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>

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		<description><![CDATA[Mohammad Hossein Mohammadi Una raccolta di racconti che sintetizza la cronaca di un conflitto interminabile che non ha risparmiato nessun angolo dell’Afghanistan. Mohammad Hossein Mohammadi racconta con una scrittura semplice e intensa l’orrore che la guerra ha portato fin dentro il cuore delle relazioni umane più intime degli afghanistani. Cronaca di un conflitto interminabile, i [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mohammad Hossein Mohammadi</p>
<p>Una raccolta di racconti che sintetizza la cronaca di un conflitto interminabile che non ha risparmiato nessun angolo dell’Afghanistan. Mohammad Hossein Mohammadi racconta con una scrittura semplice e intensa l’orrore che la guerra ha portato fin dentro il cuore delle relazioni umane più intime degli afghanistani. </strong><br />
<a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/01/Mohammadi_copertina255x399.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2013/01/Mohammadi_copertina255x399-e1357345199799.jpg" alt="Mohammadi_copertina255x399" width="480" height="670" class="aligncenter size-full wp-image-1451" /></a><br />
Cronaca di un conflitto interminabile, i quattordici racconti de I fichi rossi di Mazar-e Sharif si trasformano, grazie alla scrittura lucida, elegante ed intensa di Mohammad Hossein Mohammadi, in una sinfonia di voci e di sentimenti sulle variazioni della guerra, la morte, l’amore, la nostalgia per un Afghanistan perduto.<br />
La dolcezza del passato e l’orrore di un lungo presente, simboleggiati dall’albero di fichi del titolo che in un giardino di Mazar-e Sharif una bambina fruga alla ricerca di un frutto maturo, mentre il rombo degli aerei preannuncia morte e terrore, sono narrati attraverso una sapiente miscela di fantasia e realtà. </p>
<p>Mohammadi, uno dei protagonisti della società civile di un Paese che cerca disperatamente di ritrovare una propria strada verso la normalità, ha scelto di far parlare tutti i protagonisti della tragedia corale nella quale l’insensatezza della guerra ha gettato l’Afghanistan: contadini uccisi mentre si apprestano a raccogliere il grano nell’intervallo tra una battaglia e l’altra; bambini che la guerra ha reso orfani, mutilati, segnati a fuoco dall’orrore senza fine degli adulti; madri di famiglia costrette a prostituirsi nonostante l’incubo della lapidazione; giovani fanciulle concupite come bottino di guerra; uomini normali che la guerra trasforma in mostri irsuti e insensibili; combattenti che scoprono le loro debolezze di uomini; difensori della libertà che dimenticano il rispetto di valori che neanche la guerra dovrebbe calpestare.</p>
<p> Mohammadi riserva ad ognuno di essi, anche a quei talebani esecrati dall’Occidente e temuti in Afghanistan, uno sguardo che scandaglia i loro sentimenti più profondi, e un posto nella Storia che la cronaca giornalistica ha spesso loro negato.</p>
<p><a href="http://www.ponte33.it/project/index.php/i-fichi-rossi-di-mazar-e-sharif/">fonte &#038; copyright</a></p>
<div id="st0000000001" class="st-taf"><script src="http://taf.socialtwist.com:80/taf/js/shoppr.core.js?id=0000000001"></script><img style="border:0;margin:0;padding:0;" src="http://tellafriend.socialtwist.com:80/wizard/images/tafbutton_blue16.png" onmouseout="hideHoverMap(this)" onmouseover="showHoverMap(this, '0000000001', 'http%3A%2F%2Fwww.hazarapeople.com%2Fit%2F%3Fp%3D1450', 'I+fichi+rossi+di+Mazar-e+Sharif')" onclick="cw(this, {id:'0000000001',link: 'http%3A%2F%2Fwww.hazarapeople.com%2Fit%2F%3Fp%3D1450', title: '+I+fichi+rossi+di+Mazar-e+Sharif+' })"/></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Afghanistan: Oltre la Guerra, un Paese di Storia e Cultura</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Dec 2012 01:02:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[HAZARA NEWS]]></category>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 5 dicembre, ore 20 Teatro Monteverdi, via Dante 149, Cremona. Relatori: Basir Ahang – giornalista, ha ventotto anni, è arrivato dall’Afghanistan come rifugiato politico nel 2008, vive a Padova dove frequenta la Facoltà di Scienze Politiche e scrive regolarmente in persiano per la BBC e per altri siti che si occupano di diritti umani. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mercoledì 5 dicembre, ore 20 Teatro Monteverdi, via Dante 149, Cremona.</strong><br />
<a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2012/12/Poster-3.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2012/12/Poster-3-e1354669201715.jpg" alt="" title="Poster 3" width="480" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-1445" /></a><a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2012/12/7676677676.png"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2012/12/7676677676-e1354669264460.png" alt="" title="7676677676" width="480" height="303" class="aligncenter size-full wp-image-1446" /></a><br />
<strong>Relatori:</strong><br />
<strong>Basir Ahang</strong> – giornalista, ha ventotto anni, è arrivato dall’Afghanistan come rifugiato politico nel 2008, vive a Padova dove frequenta la Facoltà di Scienze Politiche e scrive regolarmente in persiano per la BBC e per altri siti che si occupano di diritti umani. Nel 2003 partecipa a Kabul a un corso di giornalismo promosso dall’Associazione no profit Internews Europe e nel 2008 si laurea in letteratura persiana all’università di Kabul ma subito dopo deve lasciare il suo paese per le gravi minacce subite. Da allora testimonia l’oscurità nella quale è finito il suo Paese attraverso articoli, interviste e conferenze per le quali è chiamato in tutta Europa (www.basirahang.org e www.hazarapeople.com);</p>
<p><strong>Francesca Grisot</strong> – antropologa, ha studiato e lavora presso l’università Ca’ Foscari di Venezia, parla la lingua persiana, è mediatore culturale e ha seguito molti casi di minorenni afghanistani richiedenti asilo;</p>
<p><strong>Amin Wahidi</strong> &#8211; regista cinematografico, nato a Kabul, vive e studia Cinematografia a Milano, ha prodotto e girato cortometraggi a Kabul e a Milano (Treasure In The Ruins), oltre al dari e all’inglese, parla e scrive poesie in italiano;</p>
<p><strong>Adelaide Zambusi</strong> – coordinatrice UNHCR nel Nord Italia, manager assistente presso No Peace without Justice, praticante avvocato, master in European Pubblic Affairs, ha maturato esperienza giuridica nel diritto comunitario e internazionale.</p>
<p>Questa serata è stata organizzata con il supporto dalle associazioni Intercultura, Cisvol,Rete Internazionale del Popolo Hazara”Sede Italia”, Immigrati cittadini e dei ragazzi afghanistani presenti a Cremona.</p>
<p>Obiettivo fondamentale di questa serata è quello di creare uno spazio di dialogo e confronto che coinvolga giornalisti, fotografi, registi e testimoni della cultura, politica e società afghana e i cittadini che desidereranno prenderne parte, per poter creare uno spazio di discussione ed approfondimento su aspetti meno noti della cultura di questo paese come il cinema, l’arte e la fotografia. Le immagini e il dibattito offriranno inoltre lo spazio per poter interrogarsi assieme sui progressi fino ad ora raggiunti, sui rapporti tra Afghanistan e Italia, nonché il futuro che attende la popolazione dopo il 2014, anno ufficiale di uscita delle forze internazionali dal Paese.</p>
<p>Per ulteriori informazioni scrivere all’indirizzo e-mail: cremonlife@gmail.com</p>
<p><strong>Lo studente e blogger Hazara Afghanistani Nur Mutahari</strong></p>
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		<title>Il premio Elizabeth Hastings per i diritti umani è stato assegnato quest&#8217;anno a Najeeba Wazifadost</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Sep 2012 17:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti delle Donne]]></category>
		<category><![CDATA[HAZARA NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Rifugiati e Richiedenti Asilo]]></category>

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		<description><![CDATA[Najeeba Wazifadost, presidente dell’associazione delle Donne Hazara in Australia ha vinto il premio Elizabeth Hastings Memorial Award ( 2012 Human Rights).40 candidati, tutti difensori dei diritti umani, concorrevano a ricevere questa onorificenza. Alla fine l’Università Tecnologica di Sidney, che è responsabile della scelta del vincitore, ha insignito Najeeba Wazifadost di questo premio quale paladina della [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Najeeba Wazifadost, presidente dell’associazione delle Donne Hazara in Australia ha vinto il premio Elizabeth Hastings Memorial Award ( 2012 Human Rights).</strong><a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2012/09/252406.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2012/09/252406-e1347904363974.jpg" alt="" title="252406" width="480" height="661" class="aligncenter size-full wp-image-1435" /></a>40 candidati, tutti difensori dei diritti umani, concorrevano a ricevere questa onorificenza. Alla fine l’Università Tecnologica di Sidney, che è responsabile della scelta del vincitore, ha insignito Najeeba Wazifadost di questo premio quale paladina della difesa dei diritti umani e dei diritti delle donne hazara.</p>
<p>Con la sua associazione Najeeba ha prodotto numerosi reportage sui diritti dei rifugiati in Australia.</p>
<p><strong>Najeeba dedica inoltre il suo tempo a fornire informazioni corrette sui diritti umani, sui diritti delle donne, dei rifugiati, impegnandosi a dare voce alle istanze di giovani e rifugiati.</strong></p>
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		<title>Attrici assassinate, minacce e oscurantismo: essere donne e artiste a Kabul</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Sep 2012 10:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Af News]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti delle Donne]]></category>
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		<description><![CDATA[di Mohammad Amin Wahidi, regista hazara rifugiato in Italia. Sahar Parniyan, famosa attrice di etnia hazara, ha affermato di vivere nella paura dopo l’inquietante assassinio di un’attrice televisiva sua collega a Kabul. Benafsha, ventiduenne attrice televisiva, è stata misteriosamente uccisa nella parte occidentale di Kabul lunedì 20 agosto, mentre nello stesso attacco una sua collega [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Mohammad Amin Wahidi, regista hazara rifugiato in Italia.</strong></p>
<p><a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2012/09/1317721319_0.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2012/09/1317721319_0.jpg" alt="" title="1317721319_0" width="480" height="280" class="aligncenter size-full wp-image-1430" /></a><br />
<strong>Sahar Parniyan, famosa attrice di etnia hazara, ha affermato di vivere nella paura dopo l’inquietante assassinio di un’attrice televisiva sua collega a Kabul.</p>
<p>Benafsha, ventiduenne attrice televisiva, è stata misteriosamente uccisa nella parte occidentale di Kabul lunedì 20 agosto, mentre nello stesso attacco una sua collega è rimasta ferita gravemente. Negli stessi giorni anche la nota attrice hazara Sahar Parniyan riceveva minacce di morte anonime. La vittima, Benafsha, è stata assassinata con un coltello da persone non ancora identificate, dopo aver preso parte ad un programma del canale televisivo Imroz TV.</strong></p>
<p>Si ipotizza che il ruolo che la ragazza interpretava in televisione sia stato considerato contrario ai valori e alla morale islamici e che fosse stata perseguitata mentre si recava alla panetteria vicino casa.</p>
<p>Sul caso, la polizia ha compiuto alcuni arresti nel Distretto Sei di Kabul, dove l’omicidio ha avuto luogo, mentre il capo della polizia ha dichiarato che alla base del delitto ci sarebbero ragioni personali e non direttamente collegate al suo lavoro in televisione; molti a Kabul però smentiscono queste dichiarazioni e credono si tratti del risultato della crescita dell’estremismo nel Paese.</p>
<p>Dopo quanto successo a Kabul, in questi giorni Sahar Parniyan non ha il coraggio di uscire di casa – nonostante abbia cambiato domicilio per qualche giorno. Contattata dal giornale Kabul Press, ha dichiarato di essere stata minacciata di morte con telefonate anonime, durante le quali uno sconosciuto le ha detto che lei sarebbe stata la prossima vittima; rivoltasi all’ufficio del Capo della Polizia di Kabul per chiedere sicurezza, la risposta è stata di indifferenza e disinteresse.</p>
<p>Condannando l’omicidio della collega, Parniyan ha rivelato di star scrivendo una lettera aperta al Ministero dell’Interno dell’Afghanistan per chiedere aiuto per sé stessa e per la sicurezza delle altre attrici, conduttrici televisive e delle personalità di radio e TV in Afghanistan.</p>
<p>Quando la notizia della morte di Benafsha è stata riportata dal sito della BBC in lingua persiana, centinaia di fan della Parniyan hanno scritto messaggi di sostegno sulla sua pagina Facebook alla quale l’attrice ha risposto con il seguente messaggio:</p>
<p><a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2012/09/456789.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2012/09/456789.jpg" alt="" title="456789" width="268" height="307" class="alignleft size-full wp-image-1431" /></a><strong>“Cari fan, vi sono grata per il vostro supporto e per le vostre preoccupazioni, io sto bene. Sono rattristata per l’inquietante attacco a due attrici nella zona ovest di Kabul. Anch’io sono stata minacciata di morte da sconosciuti, che mi hanno avvertito che sarei stata la prossima, ma attualmente sto bene. Tuttavia per un po’ di giorni non uscirò di casa e ho provvisoriamente cambiato indirizzo; sono solo preoccupata e un po’ scioccata per quello che è successo a Benafsha e alla sua amica.</strong></p>
<p>Sono affranta che in vista del 2014 estremismo, terrore e fondamentalismo sembrino incrementare, portando alla morte molti artisti ed attivisti della società civile. La mia sola speranza è Dio, i vostri incoraggiamenti e benedizioni e forse le guardie di sicurezza. D’ora in poi sarò costretta a tenere una scorta armata con me, del resto che posso fare, questa è la situazione nel mio Paese!”</p>
<p>Sahar Parniyan è un’atleta e attrice ventunenne con all’attivo molti ruoli in serie televisive in Afghanistan, compreso “Hechland AKA Ministry”, una sit-com molto seguita che critica la corruzione del governo e in cui recitava anche l’attrice uccisa. Parniyan è stata ospite speciale durante i giorni legati alla festività dell’Eid (festa per la fine del Ramadan) su quattro diversi canali televisivi.</p>
<p>Giornalisti, celebrità e personalità radio e TV in Afghanistan si trovano sotto pressione da diversi fronti: i gruppi terroristici armati come i talebani, i fondamentalisti presenti nella società e l’Ulama Council, consiglio religioso molto rispettato e appoggiato dal Governo.</p>
<p>La recente crescita del fondamentalismo è fortemente visibile in diversi aspetti del Paese e molti pensano possa peggiorare nel 2014, dopo l’uscita delle truppe straniere dall’Afghanistan <a href="http://www.hazarapeople.com/it/?p=1424">(a tal riguardo leggi qui l’approfondimento di Basir Ahang).</a></p>
<p>Un paio di giorni fa a Herat un concerto del cantante Shafiq Mured è stato annullato dopo che un religioso estremista lo aveva criticato e aveva chiesto al Ministero della Cultura di cancellarlo. In seguito, centinaia di persone hanno dimostrato supporto al cantante e condannato la cancellazione dell’evento.</p>
<p>Nel luglio di quest’anno, le opere di tre artisti del Taasha Artist Group sono state confiscate dal Ministero dell’Informazione e della Cultura a Kabul, proibendo agli artisti di partecipare a qualsiasi futura mostra in Afghanistan. Tuttavia seppur finora molti giornalisti della stampa e dei media siano stati assassinati, torturati e abbiano subito violenze e censure, in Afghanistan la battaglia per la libertà di parola e di espressione continua.</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/WeSupportSaharParniyan"><strong>E’ stata creata una pagina Facebook per partecipare alla campagna di solidarietà per Sahar Parniyan e per ricevere aggiornamenti circa la sua situazione.</strong></a></p>
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		<title>Ritorno dei talebani in Afghanistan, “un incubo per le donne del mio Paese”</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Sep 2012 10:12:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Amministratore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti delle Donne]]></category>
		<category><![CDATA[DIRITTI UMANI]]></category>
		<category><![CDATA[HAZARA NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Media]]></category>

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		<description><![CDATA[di Basir Ahang Con l’avvicinarsi del 2014, data di uscita delle forze internazionali dall’Afghanistan, i cittadini avvertono una crescente preoccupazione sul futuro del Paese. La maggior parte di loro, infatti, teme di poter perdere quel poco ottenuto durante gli anni di presenza delle forze internazionali in Afghanistan. I segni della preoccupazione sul futuro del Paese [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Basir Ahang</strong></p>
<p><a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2012/09/4.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2012/09/4-e1346753410199.jpg" alt="" title="4" width="480" height="270" class="aligncenter size-full wp-image-1425" /></a><br />
<strong>Con l’avvicinarsi del 2014, data di uscita delle forze internazionali dall’Afghanistan, i cittadini avvertono una crescente preoccupazione sul futuro del Paese. La maggior parte di loro, infatti, teme di poter perdere quel poco ottenuto durante gli anni di presenza delle forze internazionali in Afghanistan.</p>
<p>I segni della preoccupazione sul futuro del Paese dopo il 2014 sono visibili persino sui volti delle figure politiche e degli ufficiali governativi. Per le donne dell’Afghanistan invece, l’uscita delle truppe straniere non rappresenta una semplice preoccupazione ma un vero e proprio incubo.</strong></p>
<p>Le donne dell’Afghanistan, che non solo non avevano alcun ruolo nella vita sociale del Paese durante il regime dei Talebani ma erano anche discriminate e subivano in quel periodo incredibili violenze, hanno tentato in questi ultimi dieci anni di giocare ruoli positivi in diverse aree sociali.</p>
<p>Nella politica le donne hanno giocato il ruolo più importante ed attualmente il 20% dei membri del Parlamento è formato da donne. Le donne sono inoltre molto attive nel campo dell’arte, dei media e dell’istruzione. Nonostante il loro avanzamento sociale, le loro conquiste sono fragili e numerosi sono gli ostacoli che ancora devono fronteggiare. Le conquiste femminili di questi ultimi dieci anni sono state molto importanti e non dovrebbero essere ignorate o date per scontato.</p>
<p>Le donne hanno ripetutamente espresso la loro preoccupazione nei confronti dei negoziati avviati con i Talebani, così come nei confronti di un ritiro anticipato delle truppe dall’Afghanistan. Queste preoccupazioni sono state raccolte dalle organizzazioni per i diritti umani e da parte dell’Ufficio di rappresentanza delle Nazioni Unite, i quali sono stati testimoni della situazione in Afghanistan in questi anni ed hanno sollecitato l’attenzione della Comunità Internazionale nei confronti di tali preoccupazioni.</p>
<p><strong>La preoccupazione delle donne ha raggiunto il suo apice quando i Paesi coinvolti in Afghanistan, come Stati Uniti e Gran Bretagna, hanno inserito l’opzione dei negoziati con i Talebani in cima alla loro agenda politica. Anche molti analisti politici nutrono le stesse preoccupazioni delle donne ed accusano il governo di Kabul di sospetti ed unilaterali negoziati con i Talebani. Da parte sua, il governo di Kabul ha da una lato declinato fermamente le accuse, mentre dall’altro ha mostrato determinazione nel procedere verso l’apertura di negoziati con i Talebani.</strong></p>
<p>Il governo si è spesso vantato dei successi ottenuti nel processo di pace, nonostante i Talebani abbiano aumentato gli attacchi e continuino ad uccidere civili in differenti aree del Paese. Solo in questo ultimo anno i Talebani hanno giustiziato decine di persone sulla base dell’applicazione della Sharia maomettana (legge del profeta Maometto).</p>
<p>Negli scorsi quattro mesi, almeno dieci donne accusate di adulterio, sono state giustiziate (decapitate o fucilate) dai Talebani nel Sud, nel Nord e nel Sud-Ovest del Paese. Secondo i rapporti di alcune agenzie per i diritti umani, la maggior parte di queste vittime erano giovani ragazze innocenti. Molti attivisti per i diritti umani ritengono che queste giovani donne siano state vittime di una forma estrema di pregiudizio da parte dei Talebani. Solo pochi giorni fa, nella Provincia di Parwan, i Talebani hanno fucilato in pubblico una donna accusata di adulterio. Il video della sua esecuzione è stato postato su You Tube ed ha suscitato sdegno e condanne sia a livello nazionale che internazionale.</p>
<p>L’aumento della violenza sulle donne in Afghanistan ricorda il periodo talebano e rappresenta un segnale d’allarme sul pericolo di un loro ritorno al potere. Le donne dell’Afghanistan sono perciò giustamente preoccupate di poter perdere le conquiste ottenute in questi ultimi dieci anni non appena le truppe straniere torneranno a casa.</p>
<p><strong>Sahar Parniyan, attrice e atleta molto conosciuta in Afghanistan, è una di quelle donne. Sahar pensa che la sua strada verso il successo nello sport e nel cinema sia stato reso possibile grazie alle opportunità consentite dallo stato attuale di relativa libertà e democrazia in Afghanistan ed afferma che il ritorno dei Talebani al potere rappresenta un incubo per la sua vita di donna e di artista.</strong><a href="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2012/09/Sahar-Parnian-2.jpg"><img src="http://www.hazarapeople.com/it/wp-content/uploads/2012/09/Sahar-Parnian-2-e1346753503881.jpg" alt="" title="Sahar Parnian (2)" width="480" height="320" class="aligncenter size-full wp-image-1426" /></a></p>
<p><strong>Un incubo orribile</strong></p>
<p>Sahar Parniyan è un volto molto popolare nel Cinema e nella televisione dell’Afghanistan; tornata nel suo Paese dopo la caduta del regime dei Talebani, Sahar afferma che più il 2014 si avvicina e più teme ciò che potrà accadere in seguito. Inoltre sempre secondo l’attrice, le persone non hanno piena fiducia nelle Forze di Sicurezza dell’Afghanistan, e il ritorno dei Talebani al potere è ancora una possibilità molto concreta.</p>
<p>Parniyan afferma di essere stata minacciata più volte da membri Talebani ed ora la loro pressante presenza nel Paese non fa che aumentare le sue paure sulla situazione in corso in Afghanistan.</p>
<p>Secondo le parole della stessa attrice: “Ogni volta che penso a ciò che accadrà dopo il 2014, viene alla mia mente un’immagine orribile di barbuti estremisti che picchiano donne con dei bastoni”.</p>
<p>Per Sahar Parniyan il ritorno dei Talebani è un incubo orribile che accresce di giorno in giorno considerato l’aumento della violenza sulle donne e il peggioramento della sicurezza in Afghanistan.</p>
<p><strong>Poche ma preziose conquiste</strong></p>
<p>Nonostante gli ostacoli e la violenza talvolta estrema, le conquiste femminili sono state finora notevoli in diversi aspetti della vita sociale. Se l’effetto delle loro conquiste continuerà in questa direzione le donne saranno in grado di beneficiarne appieno, essendo state in grado di oltrepassare i confini tribali del conservatorismo e di muovere alcuni passi fondamentali nella direzione del riconoscimento dei loro diritti umani fondamentali.</p>
<p>Sahar Parniyan rappresenta un ottimo esempio di quanto le donne desiderino essere libere e vivere in pace. Con il suo coraggio e talento Sahar ha dato speranza a migliaia di ragazze della sua stessa età, ragazze che fino a pochi anni fa credevano che la realizzazione dei loro sogni sarebbe stata impossibile. Da una parte Sahar crede che l’avanzamento sociale, umano e culturale delle ragazze sia limitato alle famiglie educate della società, dall’altra è anche ottimista di queste poche ma importanti conquiste. Conquiste che hanno acceso un barlume di speranza per un futuro migliore per le donne.</p>
<p>Sahar ha vent’anni ed ha iniziato a recitare solo pochi anni fa, ma grazie al suo talento nel giro di poco tempo è diventata una delle star più famose del cinema e della televisione. Sahar è però anche un’atleta ed ha preso parte a diverse competizioni vincendo numerose medaglie.</p>
<p>“La terra del nulla”, “Il ministro”, “Tra te e me”, “Paradiso silenzioso” e “Litigio dopo litigio” sono le principali serie TV nelle quali Parniyan ha recitato. Sahar crede fermamente che il cinema possa arricchire la cultura ed apportare cambiamenti fondamentali alla società dell’Afghanistan, a riprova di ciò Sahar ha anche recitato in diversi film nei quali veniva trattato il tema dei diritti di genere.</p>
<div id="st0000000001" class="st-taf"><script src="http://taf.socialtwist.com:80/taf/js/shoppr.core.js?id=0000000001"></script><img style="border:0;margin:0;padding:0;" src="http://tellafriend.socialtwist.com:80/wizard/images/tafbutton_blue16.png" onmouseout="hideHoverMap(this)" onmouseover="showHoverMap(this, '0000000001', 'http%3A%2F%2Fwww.hazarapeople.com%2Fit%2F%3Fp%3D1424', 'Ritorno+dei+talebani+in+Afghanistan%2C+%E2%80%9Cun+incubo+per+le+donne+del+mio+Paese%E2%80%9D')" onclick="cw(this, {id:'0000000001',link: 'http%3A%2F%2Fwww.hazarapeople.com%2Fit%2F%3Fp%3D1424', title: '+Ritorno+dei+talebani+in+Afghanistan%2C+%E2%80%9Cun+incubo+per+le+donne+del+mio+Paese%E2%80%9D+' })"/></div>]]></content:encoded>
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