Di Amin Wahidi

Quando i campanelli dei cammelli tintinnarono lungo i fianchi delle colline.

1) La vita è meravigliosa
E’ primavera: il cielo non è mai stato così blu. Il verde brilla ovunque e la vita è meravigliosa. Gli uccelli cantano sugli alberi, i torrenti scorrono ricchi d’acqua. Sorrisi compaiono sui volti. Gli occhi sono pieni speranza. E quando piove, le gocce di pioggia aiutano i funghi a spuntare senza difficoltà e noi andiamo sulle montagne a raccoglierli.

Papà va alla fattoria, la mamma prepara da mangiare in cucina, io vado a scuola e le nostre pecore al pascolo. Quando papà torna a casa, la sera, porta abbastanza pane per tutti. Mamma racconta storie, la vita è bella e tutti noi siamo felici.

2) Quando i campanelli dei cammelli tintinnarono lungo i fianchi delle colline

Un tardo pomeriggio si udì un tintinnio su per le colline. Mamma disse che erano i campanacci delle mucche, ma papà era preoccupato, i suoi occhi esprimevano paura e aveva cambiato colore.
Lui sapeva che non si trattava dello scampanellio delle mucche, ma dei cammelli. A me non importava di chi fosse questo suono, se di mucche o cammelli, ma del tintinnio. Papà aprì un vecchio libro per mostrarmi alcune pagine. Erano foto di uomini anziani e scritti a me incomprensibili. Poi guardò il pane e ci disse: “Quando saranno qui, potremmo non averne più a sufficienza.”

Mamma era preoccupata, lanciò uno sguardo alle mani rovinate di papà, e scoppio a piangere in silenzio. Le mani di papà avevano spesso tagli e feriti poiché il suo lavoro alla fattoria era molto duro. Papà era molto preoccupato, ma io non ne capivo la ragione. Con l’approssimarsi dei cammelli al villaggio, il tintinnio si faceva sempre più acuto.
Papà prese un grosso tronco e corse fuori, lo si sentì urlare “ I Kuchi di nuovo a distruggere la mia terra”, ma io ancora non ne capivo il significato. Mamma chiuse la porta e pianse piano dietro di essa. Un lieve temporale coprì il cielo. Si udì subito lo scoppio di una bomba, seguito dall’urlo di mio padre. Fu l’ultima volta che lo vedemmo. Fu il suo ultimo grido.

3) Dopo il tintinnio dei cammelli sulle colline
La mamma e io uscimmo di casa. Da una parte c’era il corpo di papà insanguinato, immobile, era morto. Dall’altra del fumo saliva alto in cielo, la nostra moschea e la mia scuola stavano bruciando.
Sui fianchi delle colline guizzavano nell’aria, in segno di vittoria, delle bandiere bianche issate su tende nere. Mia madre mi disse: “Sono le tende dei Kochi”.
Dalle tende saliva il fumo in cielo, mischiato all’odore della carne dei nostri agnelli e capretti. Lontano dal villaggio, delle strane persone suonavano il tamburo sempre più forte, la mamma mi disse che erano i Kochi che festeggiavano la vittoria ballando l’Attan.
Volevo chiedere spiegazioni a mio padre, non capivo, ma come diceva mia madre, lui era stato ucciso dai Kochi.

Da quel giorno mia madre ogni notte intona ninnananne Kuchi e io sogno mostri e lei mi dice che questi sono incubi.

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